A quattordici anni gioca a calcio in Interregionale con lo Spoleto, per poi iniziare una lunga e proficua carriera con Gubbio, Camerino, Urbino, Monturanese, Taranto, Civitanovese ed Elpidiense. La vita gli sorride e concrete appaiono le prospettive per affermarsi come calciatore.
Nel ’95 comincia ad accusare qualche disturbo fisico. Le analisi di routine non accertano niente di grave e lui per primo non da importanza a certi sintomi.
Nel gennaio del ’98, però, durante l’incontro Riccione-Monturanese deve lasciare il campo a causa di uno svenimento e da allora cominciano i guai seri.
Gli ultimi dieci anni sono stati cadenzati dalla malattia, un linfoma che sembra non voler guarire.
Flavio ha sempre avuto la forza di reagire, di credere nella vita. Non si è mai arreso, neppure un istante, vincendo battaglie che sembravano perse in partenza.
Il suo scopo, è stato quello di divulgare la sua drammatica esperienza per aiutare gli altri a non mollare mai, in nessun caso. E per affermare, a chiare note, che la speranza deve essere l’ultima a morire.
Ora la sua storia terrena è giunta al termine, ma il suo esempio continua con l’attività della famiglia Falzetti-Caponecchi la quale ha diffuso il seguente messaggio
“Vogliamo ringraziare immensamente tutti coloro che hanno manifestato vicinanza e, soprattutto, espresso profondo affetto nei confronti di Flavio.
Sarebbe difficile abbracciare ed esprimere sentimenti di gratitudine uno ad uno, tanti sono stati gli amici, le associazioni, i rappresentanti istituzionali o semplicemente i conoscenti che, con la loro presenza a Norcia, hanno voluto salutare il nostro “guerriero”.
Con la sua esperienza Flavio ha lasciato a tutti noi un’importante testimonianza e una grande lezione di vita. Con la sua tenacia, il suo coraggio e la sua fiducia, ha realizzato un grande progetto di vita. Lo ha fatto instancabilmente, con spirito altruistico e amore per il prossimo.
Spetta a noi, oggi, farne tesoro, come lui avrebbe voluto, e proseguire la sua missione. Vivere apprezzando di più la vita, pensare di più agli altri e non stancarsi mai di curare i “buoni semi” da lui gettati, affinché possano continuare a germogliare e a dare pieni frutti. Questo impegno sarà sicuramente il modo migliore per dirgli “grazie!”.
(Chiunque voglia conoscere il progetto di Flavio e la sua storia può visitare il sito: www.flaviofalzetti.it)











