Viaggio giornalistico, condotto territorio per territorio, visti come esempi di "nuovi feudi", per dare una lettura su "chi comanda davvero nella regione cuore verde d'Italia"
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E’ stato pubblicato dalla casa editrice Intermedia di Orvieto “I padrini dell’Umbria”: viaggio attraverso la casta, la massoneria, i soldi, le coop rosse", l’ultimo libro del giornalista Claudio Lattanzi, autore di una dura analisi su chi gestisce il potere nella regione.
“L’Umbria del buon governo rosso – scrive Lattanzi –  è ormai un mito scolorito dal tempo e da una  gigantesca questione morale che sta travolgendo gli eredi del partito comunista.  Le inchieste che hanno preso di mira lo stato maggiore della sinistra testimoniano la degenerazione di un gruppo dirigente trasformato in una struttura  di potere, il cui vero obiettivo è quello di perpetuare se stesso, piegando i cittadini agli interessi di un partito-padrone inamovibile e capace di condizionare pesantemente la vita di una regione conformista e dalla memoria corta". 
Il libro si propone di analizzare i meccanismi attraverso i quali il Pci-Pds-Pd, insieme agli alleati,  ha realizzato "un sistema di controllo che passa attraverso la gestione della sanità, la pianificazione urbanistica affidata nelle mani di un ristretto nucleo di costruttori, il ruolo dominante  svolto dalla Lega delle cooperative ed una burocrazia elefantiaca". 
Per Lattanzi si tratta di un vero e proprio "Regime, alimentato da una sistema di spettatori complici e silenziosi, oggi sempre più in affanno a causa della crisi che riduce gli spazi di manovra del clientelismo e proietta ombre scure sulla stessa tenuta economica dell’Umbria". 
La conclusione dell’autore è impietosa: "Nella regione in cui 4 mila persone vivono di politica, dove molti organi di informazione sono sotto il controllo degli imprenditori cementieri ed i conflitti d’interessi sono ovunque, comandano poche centinaia di persone spesso collegate tra loro.  Una oligarchia immutabile che tenta di sopperire alla mancanza di un vero modello di sviluppo con assunzioni pubbliche e controllo urbanistico del territorio. Una oligarchia che  mina l’identità di un’Umbria sempre più preda di campanilismi, criminalità e disagio sociale. E’ questa la vera eredità che un potere senza più ideali rischia di consegnare al futuro della regione”.
Dopo aver descritto i caratteri generali del sistema di potere umbro, il libro passa in rassegna varie realtà locali (“esempi di feudi”) come Foligno, Perugia, Gubbio, Bastia, il Trasimeno, Terni, Todi.

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