Due consiglieri hanno comunicato ufficialmente di non volere contributi pubblici per il loro gruppo consiliare a partire dall'inizio di quest'anno
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I più malevoli forse commenteranno con un “ la paura fa novanta”, ma il segnale è comunque apprezzabile: non sarà ancora la conclusione di una strada verso un’attività pubblica intesa come servizio alla comunità, anche perché sarà difficile convincere gli umbri ( più dell’80% sono malfidati), i quali come tutti però pretendono che i loro amministratori si diano da fare, che la politica non è un affare ma il cammino sembra iniziato anche in quel di Spoleto.

Qui i consiglieri comunali del Psi: Enzo Alleori e Paolo Piccioni, con un documento che è già stato consegnato agli uffici comunali, hanno comunicato che intendono rinunciare ai fondi destinati al loro gruppo di appartenenza. ”Il nostro è un piccolo gesto ma e’ fondamentale, in un momento difficile come questo, mandare segnali inequivocabili”, hanno detto i due consiglieri Psi.

Segnale che, peraltro, è stato mandato dai Presidenti dei due rami del Parlamento con la comunicazione di rinunciare al 50% dei loro precedenti emolumenti ed a vari benefit.
Un segnale, tuttavia che ha reso di pubblico dominio il livello, sembra 18mila euro netti mensili, precedentemente fissato e che fa riflettere – non solo relativamente al mondo della politica – sulla distanza che c’è ancora con una pensione minima o uno stipendio medio a fine carriera

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