L’episodio dimostra anche che lo stalking non è cosa da prendere sottogamba sia perché può tramutarsi in breve tempo in qualcosa di più grave sia perché di solito è solo la punta di un iceberg riferito alla persona che lo commette.
I Carabinieri di Perugia già alcuni giorni prima avevano raccolto una denuncia querela da parte di una donna per una serie di condotte vessatorie messe in atto in più occasioni dall’ex fidanzato che la minacciava personalmente e con centinaia di telefonate ponendola in condizione di terrore continuo
Poi l’altro ieri alle 21.30 la trentenne, in preda al panico, ha contattato il 112 richiedendo l’immediato intervento di una pattuglia dell’Arma poiché il suo ex fidanzato, ubriaco, preso dall’ira e non ancora rassegnato per la fine della relazione sentimentale che li vedeva legati sino ad alcuni mesi prima (durata circa 5 anni e culminata con la nascita di una bimba), dopo averla minacciata per l’ennesima volta, stava distruggendo il suo negozio di rivendita di articoli africani nella zona della stazione ferroviaria, dandosi poi a precipitosa fuga per il sopraggiungere di alcuni avventori.
I Carabinieri della Compagnia di Perugia – N.O.R. Aliquota Radiomobile e quelli della Stazione CC di Perugia sono subito giunti sul posto con il duplice scopo di soccorrere la vittima e di bloccare il responsabile, obiettivi questi abilmente raggiunti.
Infatti, durante il soccorso assicurato alla donna, l’artefice di siffatta violenza, ancora visibilmente alterato, è stato fermato poco distante dal luogo del fatto, in Via Sicilia, dopo un breve inseguimento a piedi e condotto in caserma.
Nel frattempo, tranquillizzata la donna, i militari intervenuti hanno raccolto da lei elementi utili per fare luce sull’accaduto e per capire come realmente fossero andate le cose.
La donna ha riferito nuovamente che da tempo veniva minacciata dal suo ex fidanzato il quale, quella sera, nel tentativo estremo di riallacciare i rapporti, al suo ennesimo rifiuto, le aveva lanciato addosso, fortunatamente senza colpirla, alcuni oggetti contundenti reperiti nel locale.
Stante la flagranza del reato ed appurato l’incessante e permanente stato d’ansia e paura generato nella donna, in conseguenza dei comportamenti persecutori dell’uomo sopra descritti, i militari hanno proceduto all’arresto dell’ex fidanzato, nigeriano, 43 enne, senza fissa dimora, con precedenti di polizia, con l’accusa di “atti persecutori ex art. 612 bis c.p.”, aggravati dall’essere stati commessi in danno di una persona alla quale egli era legato da vincolo affettivo.
Poi, in esito di ulteriori accertamenti, sul conto dell’arrestato sono emersi gravi indizi di colpevolezza per ritenerlo responsabile, unitamente ad altre persone allo stato non ancora identificate, del reato di rapina perpetrata il 25 marzo corrente, sempre in danno dello stesso negozio di rivendita di articoli africani sopra citato.
Erano infatti le ore 23.30 circa del 25 marzo u.s. allorquando tre individui, con volto scoperto ed armati di coltello, avevano fatto irruzione all’interno del negozio “Afro Pride” e, alla presenza della titolare, che fortunatamente riusciva a fuggire, dopo aver danneggiato alcuni scaffali e la merce sopra esposta, si erano appropriati della somma di circa 700 euro, contenuta all’interno della cassa, allontanandosi a piedi per le vie limitrofe, facendo perdere le proprie tracce.
Uno di essi era stato indicato dalla donna nell’ex fidanzato sulle cui tracce subito si erano messi i carabinieri.
L’uomo oltre ad essere stato arrestato in flagranza di reato per atti persecutori, veniva quindi anche sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di rapina in concorso con altri due soggetti sul conto dei quali le indagini proseguono a ritmo serrato.
Sempre i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Aliquota Radiomobile – della Compagnia di Perugia, nella serata di ieri, 28 marzo corrente, nel corso di normale servizio di perlustrazione e di controllo del territorio, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un cittadino libico, 20enne resosi responsabile del reato di false attestazioni a pubblico ufficiale.
Infatti, controllato nella località perugina di Case Bruciate, al fine di nascondere la sua vera identità in quanto gravato da numerosi pregiudizi di polizia, il giovane aveva fornito ai militari generalità risultate false all’esito di opportuni riscontri foto-dattiloscopici eseguiti nell’immediatezza che permettevano di giungere alla sua reale identificazione.
Espletate le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.








