Forse il segno che l’Università in materia sanitaria non resterà un “corpo separato” e colmerà quel gap di competizione- diffidenza col servizio sanitario regionale sta nell’organizzazione delle scuole di specializzazione.
Secondo quel che ha detto l’assessore regionale alla sanità Franco Tomassoni in una informativa ai membri della Terza Commissione consiliare di Palazzo Cesaroni, presieduta da Massimo Buconi, il protocollo “si basa su un sistema di assoluta reciprocità, innanzitutto per quanto riguarda il personale: il dipendente dell’Azienda ospedaliera universitaria avrà lo stesso trattamento economico e i medesimi obblighi e vantaggi dei dipendenti, salvo diritti acquisiti.
Poi per ciò che attiene alla formazione, da gestire in maniera paritaria fra Università e Regione: gli specializzandi saranno utilizzati su tutti gli ospedali della regione, non solo presso le due aziende ospedaliere.
Al tempo stesso i professionisti ospedalieri diventeranno tutor dei tirocinanti”.
C’è anche la volontà – ha aggiunto – di ridurre le attuali 94 strutture complesse (quelle con primario, ndr) di almeno il 10-12 per cento”.






