I Carabinieri della Compagnia di Todi hanno messo fine all'attività di un 37enne albanese che, aiutato da connazionali in trasferta temporanea dall'Albania e da una polacca residente a Marsciano, aveva imperversato a Marsciano e Deruta; bloccato a Todi insieme ad un complice
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Era un 37enne albanese, con diversi pregiudizi penali per delitti contro il patrimonio e tentato omicidio il capo della banda che aveva saccheggiato diverse abitazioni, nella Media Valle del Tevere.

I  militari del NORM di Todi, unitamente a quelli della Stazione Carabinieri di Marsciano, dal mese di ottobre 2012 avevano avviano un’indagine a seguito di una serie di furti in abitazioni commessi nel marscianese ed avevano puntato l’attenzione sul pregiudicato che tra l’altro si trova in Italia clandestinamente.

Costui, godendo anche dell’appoggio di una cittadina polacca domiciliata a Marsciano,  si avvaleva di un gruppo di suoi connazionali dediti sistematicamente alla consumazione di furti.
In particolare, il delinquente. aveva la disponibilità di un’abitazione di Perugia, locata a nome della polacca, dove ospitava diversi soggetti proveniente dall’Albania con l’unico scopo di derubare abitazioni e rientrare, dopo qualche giorno, nel Paese d’origine.

Diversi i furti messi a segno dal 37enne e dai suoi complici:

– il 20 ottobre 2012, dopo alcuni furti in Marsciano, l’albanese, braccato dai Carabinieri, si  era dileguato a piedi, fino a raggiungere in piena notte un’abitazione di Fratta Todina, presso la quale aveva rubato un’autovettura FIAT PANDA, raggiungendo Perugia dove aveva abbandonato lo stesso veicolo, poi recuperato dai militari e restituito al proprietario;

– il successivo 8 novembre il 37enne insieme ad altri soggetti, si era introdotto in tre distinte abitazioni del centro abitato di Deruta, asportando diversi oggetti di valore e denaro contante;

– dopo pochi giorni ed esattamente il 10 novembre, nuovo colpo a Deruta.
Qui, l’albanese arrampicandosi lungo le condutture del gas, entrava in altre due abitazioni poste ai piani superiori di una palazzina del centro storico, riuscendo in una ad asportare vari monili  mentre in un’altra doveva desistere dal proposito criminale per il sopraggiungere delle vittime;
– il 27 novembre 2012, cambio di zona, l’albanese si era spostato nella zona di Ponte San Giovanni di Perugia ove, utilizzando il medesimo modus operandi, ossia arrampicandosi lungo le condotte del gas, si introduceva in due appartamenti, rubando vari oggetti di valore.

Ma lo scorso fine settimana, i Carabinieri hanno posto fine alle attività bloccavando il 37enne ed un altro suo connazionale (di 24 anni), da poco giunto dall’Albania appositamente per commettere dei furti.

I due, più precisamente,  sono stati fermati nel comune di Todi dopo aver consumato un furto in un’abitazione di San Martino in Campo, dove erano stati sorpresi dal proprietario.
Le successive perquisizioni personali hanno permesso di rinvenire diversi arnesi da scasso, passaporti falsi e, presso il domicilio della cittadina polacca, un ipod, asportato in un’abitazione di Perugia lo scorso 27 febbraio.

I due albanesi sono stati pertanto arrestati con le pesanti accuse di furti aggravati e continuati e per questo rinchiusi nella casa circondariale di Perugia, a disposizione della Procura della Repubblica, mentre la donna polacca è stata denunciata in stato di libertà per il delitto di ricettazione. 
I GIP del Tribunale di Perugia, su richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto, applicando la misura cautelare in carcere.
 

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