Si incomincia a mormorare che l'eccezionale proliferazione degli ungulati non sia solo effetto della natura e dei "santuari" in cui si rifugiano per la riproduzione
cinghiali
Si può forse dire che in Umbria ci sono più cinghiali che cristiani.
Nel corso delle battute di caccia, comprese le due supplementari a settembre e gennaio scorso, tra Atc 1 e Atc 2 sono stati abbattuti, nella stagione venatoria 2012-2013, 14mila e 607 cinghiali

In dettaglio
: capi abbattuti dalle squadre Atc 1 sono 7mila e 150, all’interno degli istituti pubblici (ZRC, Oasi, demanio, Zac) 553, in territorio libero ZPS 471, all’interno del parco Lago Trasimeno 110, all’interno degli istituti privati 897, infine quelli abbattuti direttamente dagli agricoltori, con regolare autorizzazione provinciale, sono 57. Il totale dei cinghiali qui abbattuti  è di 9mila e 238 capi.
Per quanto riguarda l’Atc 2 il prelievo venatorio in battuta squadre è di 5mila capi, per abbattimenti singoli è di 53 capi, in zone ZRC è ugualmente di 53 mentre i prelievi in battuta sono stati di 263 capi, per un totale di 5mila e 369.

Un numero complessivamente molto consistente rispetto agli anni passati.
La Provincia si prefigge di contenere l’eccessiva proliferazione di questa specie per poter dare un grande contributo al mondo agricolo e punta il dito contro le aree protette dove questi animali si rifugerebbero, ma forse occorrerebbe, se la presenza della specie ha gravi effetti sull’equilibrio naturale e costituisce un danno netto, anche dare un’occhiata ai “protettori” che dall’abbondanza di cinghiali traggono indubbi vantaggi.
 

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