Non fosse che quando una persona denuncia fenomeni di stalking, viene lasciata sostanzialmente sola ed indifesa di fronte alle azioni e reazioni concrete del persecutore che spesso travalicano la stessa persecuzione con atti che la cronaca riporta ogni giorno e che, purtroppo, portano all’estreme conseguenze le precedenti minacce, e qui la Regione poco può fare se non auspicare, la proposta di legge regionale presentata dai consiglieri regionali Massimo Buconi (Psi, sottoscritta anche dal collega di gruppo Roberto Carpinelli. ) e Maria Rosi (Pdl) “Misure per prevenire e contrastare l’insorgenza e la diffusione dello stalking” potrebbe considerarsi un passo avanti nella difesa dei più deboli ( anziani, donne, giovani e meno giovani) presi di mira dai prepotenti.
La normativa punta ad affrontare la “sindrome del molestatore assillante” fornendo sostegno alle vittime e prevedendo interventi per il recupero, ove possibile, degli stalker.
In concreto si intende promuovere l’istituzione, presso ogni Azienda sanitaria locale, di un centro anti-stalking che garantisca misure di sostegno e supporto psicologico per le vittime di stalking e per gli stalker.
Istituire un Osservatorio regionale anti-stalking per monitorare l’andamento del fenomeno e fornire un’occasione permanente di confronto tra gli operatori.
Attivare corsi anti-stalking come formazione sul fenomeno dal punto di vista psicologico, normativo, delle opportunità di prevenzione e tutela e di autodifesa personale.
Promuovere la stipula di protocolli d’intesa con l’autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza per definire strumenti di contrasto del fenomeno anche mediante il coinvolgimento di soggetti del pubblico o del privato sociale..
Istituire un Osservatorio regionale anti-stalking per monitorare l’andamento del fenomeno e fornire un’occasione permanente di confronto tra gli operatori.
Attivare corsi anti-stalking come formazione sul fenomeno dal punto di vista psicologico, normativo, delle opportunità di prevenzione e tutela e di autodifesa personale.
Promuovere la stipula di protocolli d’intesa con l’autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza per definire strumenti di contrasto del fenomeno anche mediante il coinvolgimento di soggetti del pubblico o del privato sociale..
Massimo Buconi, ringraziando i colleghi per aver firmato la proposta di legge fortemente voluta dall’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatoria (Adoc) e da lui condivisa e presentata, ha spiegato che “non si tratta di una proposta che vuole difendere degli interessi ma recuperare attenzione sui diritti civili, e sulla tutela dei cittadini più deboli. L’informazione ci porta ad individuare i più deboli tra le categorie emarginate ma c’è un ‘sommerso’ anche in questo caso.
Si tratta di persone che subiscono una violenza meno evidente, più pericolosa, più difficile da contrastare.
Da qui nasce l’esigenza di una legge regionale che metta a sistema le iniziative che esistono e stimolare la sensibilità delle istituzioni affinché facciano la propria parte.
Non puntiamo a burocratizzare le questioni relative allo stalking – ha evidenziato – ma ad attivare iniziative tempestive (non possono passare mesi prima che qualcuno si occupi della denuncia) e coordinate tra più soggetti pubblici e privati, tra ambiti sociali, sanitari e repressivi.
È importante stabilire chi fa il primo passo, non deve essere la vittima ad avere la potestà di azione. La procedura di tutela deve poter essere attivata da qualunque soggetto che viene a conoscenza di azione di stalking”.
Si tratta di persone che subiscono una violenza meno evidente, più pericolosa, più difficile da contrastare.
Da qui nasce l’esigenza di una legge regionale che metta a sistema le iniziative che esistono e stimolare la sensibilità delle istituzioni affinché facciano la propria parte.
Non puntiamo a burocratizzare le questioni relative allo stalking – ha evidenziato – ma ad attivare iniziative tempestive (non possono passare mesi prima che qualcuno si occupi della denuncia) e coordinate tra più soggetti pubblici e privati, tra ambiti sociali, sanitari e repressivi.
È importante stabilire chi fa il primo passo, non deve essere la vittima ad avere la potestà di azione. La procedura di tutela deve poter essere attivata da qualunque soggetto che viene a conoscenza di azione di stalking”.
Maria Rosi (Pdl) ha poi rimarcato che “ogni giorno ci troviamo di fronte a notizie di casi di stalking che sfociano nella morte delle donne.
Si tratta di violenze inaccettabili che colpiscono in modo particolare le giovani e che richiedono un intervento delle istituzioni in supporto delle vittime.
Molto spesso questo avviene anche all’interno della famiglia e delle mura domestiche. Bisogna dire forte che non possiamo rimanere indifferenti rispetto ad un fenomeno così odioso.
Dobbiamo insegnare alle donne a non restare in silenzio e a denunciare le aggressioni. Opportuno anche l’accento sulla figura del stalker, per tentare una cura e un recupero sociale di persone che probabilmente hanno subito a loro volta violenze e stalking”.
I rappresentanti dell’Adoc hanno sottolineato in modo particolare l’incremento degli episodi di stalking in ambiti condominiali, con un incremento del 25 per cento in Umbria. In molti casi, è stato detto, i casi di stalking non vengono percepiti dall’esterno come episodi gravi mentre invece creano continuo disagio e prostrazione nelle vittime.
Si tratta di violenze inaccettabili che colpiscono in modo particolare le giovani e che richiedono un intervento delle istituzioni in supporto delle vittime.
Molto spesso questo avviene anche all’interno della famiglia e delle mura domestiche. Bisogna dire forte che non possiamo rimanere indifferenti rispetto ad un fenomeno così odioso.
Dobbiamo insegnare alle donne a non restare in silenzio e a denunciare le aggressioni. Opportuno anche l’accento sulla figura del stalker, per tentare una cura e un recupero sociale di persone che probabilmente hanno subito a loro volta violenze e stalking”.
I rappresentanti dell’Adoc hanno sottolineato in modo particolare l’incremento degli episodi di stalking in ambiti condominiali, con un incremento del 25 per cento in Umbria. In molti casi, è stato detto, i casi di stalking non vengono percepiti dall’esterno come episodi gravi mentre invece creano continuo disagio e prostrazione nelle vittime.










