Le lacrime agli occhi, le mani giunte in preghiera hanno scandito i diversi momenti della solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Benedetto Tuzia, vescovo della Diocesi Orvieto – Todi e animata dalla Schola Cantorum “Santa Rita”.
Erano presenti: Padre Giovanni Scanavino, i sacerdoti dell’ Unità Pastorale di San Venanzo, Don Giuseppe Petrangeli e Don Ruggero Iorio, dai quali Don Mario ha sempre ricevuto insegnamenti solidi e sinceri, Don Jerry Kelly e Don Garcia e tanti sacerdoti della Vicaria, tutti profondamente commossi.
Davanti a tutti la cognata che lo ha assistito fino alla morte e i nipoti, circondati dall’affetto dei paesani.
Sulla bara, il Vangelo aperto, un mazzo di fiori e il segno sacerdotale: la stola.
La Concelebrazione Eucaristica è iniziata con il canto “Eccomi” le cui parole ricordano tutta la vita del nostro amato Don Mario, sempre pronto e disponibile anche nella sofferenza a fare la volontà di Dio.
Nell’ omelia il Vescovo ha ricordato i momenti toccanti della sua vita, mettendo in evidenza la sua mitezza.
Partendo dalle Beatitudini, proclamato come Vangelo così si è espresso: “ i bambini sono miti. Si deve tornare bambini per vivere la mitezza dello spirito proprio come il caro Don Mario ha fatto nel corso del suo servizio sacerdotale”.
Al termine della Santa Messa Padre Giovanni Scanavino che nel decimo anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale gli aveva conferito la nomina di Monsignore, ha colloquiato con lui ricordandogli i loro incontri e chiedendogli di pregare “per i suoi fratelli” e per tutti, poiché essendo ora tra le braccia di Gesù sicuramente sarà ascoltato.
E’ seguito l’intervento del Sindaco, Prof.ssa Francesca Valentini, che ha rievocato il lavoro svolto per 38 anni, come impiegato nel Comune di San Venanzo, mettendo in risalto la sua puntualità e precisione, il suo senso del dovere e della dedizione al lavoro come servizio al prossimo.
Uscendo la bara ha sostato per alcuni minuti sul piazzale della Chiesa per l’ultimo saluto alla salma da parte di tutti i presenti, mentre la banda musicale suonava l’ inno di San Venanzio martire che Don Mario cantava con tanto entusiasmo e gioia perché era tanto devoto al Santo Protettore.
Don Mario, nato a San Venanzo il 19 dicembre 1932 da una famiglia molto cristiana, è vissuto sempre nel suo paese e, dopo anni di lavoro come impiegato comunale, all’ età di 64 anni ha realizzato il suo sogno più bello: il sacerdozio.
Ha vissuto un’intensa vita ricca di avvenimenti e di contatti con le persone del suo paese che lo hanno sempre amato e rispettato per la sua cordialità e semplicità.
Si è distinto per i diversi incarichi che ha svolto sempre con entusiasmo: presidente dell’Azione Cattolica, della Pro Loco e della Banda musicale.
E’ stato ordinato presbitero il 28 aprile 1996 da Sua Eccellenza, Monsignor Lucio Decio Grandoni, nel giorno in cui la Chiesa celebra la giornata del Buon Pastore e proprio nella settimana del Buon Pastore il Signore lo ha chiamato a sé.
Pura coincidenza o disegno divino? Per noi uomini di fede, sicuramente Dio lo ha preso quel giorno proprio in funzione della sua missione pastorale nella Comunità nella quale è nato e ha vissuto intensamente il suo ministero.
Durante la sua breve malattia, assistito amorevolmente dai suoi nipoti, ha dato prova di cristiana rassegnazione unendo le sue sofferenze a quelle del Signore e si è spento serenamente invocando Maria Santissima della quale era tanto devoto.
Io lo ricordo come sacerdote paziente, rispettoso, semplice, riservato, attento e accogliente, umile da riconoscere i suoi limiti senza provare vergogna di chiedere aiuto, o di confrontarsi con i suoi confratelli sacerdoti.
Era sempre disponibile con tutti perché tutti considerava di famiglia.
Una persona mi ha detto che stare in compagnia della gente era il suo respiro.
Grazie Don Mario per essere stato con noi. Sarai sempre vivo nei nostri cuori.








