La Giunta regionale sta per varare la proposta della prima legge  in materia di infrastrutture per le telecomunicazioni, che potrebbe dare l'avvio per fare dell'Umbria un luogo virtualmente vicinissimo sia alla Capitale che agli altri grossi centri che stanno esplodendo per inquinamento cittadino e caos e quindi appetibile per varie attività economiche
fibraottica

Per un umbro, diciamo di Todi, lavorare nella capitale d’Italia a livello intellettuale significa: vivere in un’aria letteralmente irrespirabile, salvo che si abbia la possibilità di risiedere nella city ( e spesso non basta); doversi sobbarcare ore ( se non si ha l’auto blu) per spostarsi da un quartiere all’altro di Roma“ e viceversa; sapere che tornare a casa, usando i mezzi pubblici, e viceversa occorre più di un’ora e tre quarti.

Quell’umbro preferirebbe lavorare nella sua regione se fosse possibile, viaggiare verso e dalla capitale, con qualche decina di minuti in meno e colloquiare coi “romani” in modo chiaro e veloce quando occorre.

Il problema dei trasporti è complesso e costoso, ma un collegamento telematico efficace potrebbe consentire ( al mondo d’oggi l’incontro fisico tra le persone è necessario solo quando si vuole prendere un caffè, o un pranzo, insieme, non quando si vuole discutere di lavoro o affari ) di ripopolare tanti centri, anche piccoli che pure se ristrutturati rischiano di diventare “ospizi” per gli anziani o, tutt’al più luoghi per 15 giorni di vacanze all’anno.

Questa lunga premessa per dire che l’Umbria ha la possibilità, data dalle moderne tecnologie, per diventare il quartiere degli affari e del lavoro di Roma sol che i collegamenti siano di questo secolo.
Ed allora evviva perchè in Umbria si va velocemente verso il completamento della rete regionale di cablaggio: è stato attivato il bando per la realizzazione di una nuova rete lungo la dorsale orientale della regione e ad avvicinare il traguardo del superamento del ‘digital divide’ contribuirà anche il protocollo d’intesa che ieri è stato siglato con le Province di Perugia e Terni per lo sviluppo della rete di cablaggio in fibra ottica”.

A sottolinearlo è l’assessore regionale alle Infrastrutture tecnologiche immateriali, Stefano Vinti. “Mentre la Giunta regionale sta per varare la proposta della prima legge regionale in materia di infrastrutture per le telecomunicazioni – rileva l’assessore – si lavora concretamente affinché, in tutto il territorio, si assicuri ai cittadini e alle imprese l’accesso a internet e ai servizi tecnologici, favorendo lo sviluppo sociale ed economico”.
Sono già state collaudate la rete trasversale tra Città di Castello e Terni, lungo la linea ferroviaria della ex Fcu, e tre delle cinque reti cittadine previste (Città di Castello, Orvieto e Terni, mentre restano da completare quelle di Perugia e Foligno).    

L’intesa sottoscritta con le due Province – prosegue Vinti – renderà più rapidi, efficaci e sostenibili gli interventi”.
Il documento, rileva, definisce le modalità di reciproca interazione per la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni in fibra ottica della rete pubblica della Regione Umbria, che corrono lungo le strade di proprietà della Regione Umbria e delle Province di Perugia e Terni, al fine di ridurre l’impatto sulla viabilità, tutelare il demanio stradale e la sicurezza della circolazione, la diffusione di reti di nuova generazione.

La Regione Umbria, anche in coerenza con il disegno di legge regionale in materia di infrastrutture per le telecomunicazioni, si impegna ad istituire una banca dati di interesse regionale delle infrastrutture di telecomunicazione, comprensiva delle condutture e delle altre strutture ubicate nel sottosuolo atte ad ospitare le infrastrutture stesse, al fine di ottimizzarne gli investimenti e la razionalizzazione.
La Regione promuoverà scelte progettuali orientate alla riduzione dell’impatto sulla viabilità, alla tutela del demanio stradale, alla salvaguardia della sicurezza della circolazione; promuoverà, inoltre, tecniche di posa in opera innovative e a ridotto impatto ambientale che riducano al minimo gli interventi di smantellamento della sede stradale e le operazioni di scavo e ripristino.

Verrà applicata l’esenzione dal pagamento del canone per l’uso della sede stradale di proprietà regionale con le reti e gli impianti in fibra ottica della rete pubblica regionale e sarà minimizzato l’impatto dei costi di utilizzo dell’infrastruttura da parte delle Province.
Le Province, dal canto loro, si impegnano a individuare una procedura autorizzativa semplificata per la realizzazione della rete pubblica regionale ed a collaborare, per quanto di competenza, alla banca dati regionale.  
Sarà garantito un utilizzo razionale del sottosuolo stradale attraverso regolamenti previsti dalla normativa vigente e dalle linee guida che saranno emanate dalla Giunta regionale.
Nella realizzazione di nuove opere stradali, in occasione dell’adeguamento di tratti significativi di tronchi stradali esistenti oppure nella ricostruzione e riqualificazione di parapetti di ponti e viadotti, in base al protocollo sarà compresa anche la posa in opera di apposite condutture e manufatti idonei a ospitare le reti per telecomunicazioni, garantendone l’uso per il passaggio della fibra ottica della rete pubblica regionale.

Le Province, inoltre, garantiscono l’applicazione nella misura minima della tassa o del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche

Per l’attuazione del protocollo d’intesa, verrà istituito un Comitato tecnico che individuerà le attività di interesse comune, definendo priorità e tempi di attuazione, anche in relazione alle esigenze ed alla disponibilità delle risorse necessarie.

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