C’era la volta la “balia”, una madre di un neonato che avendo latte in eccesso lo dava anche a qualche bimbo la cui mamma non era in grado di allattare naturalmente.
Poi venne il latte artificiale e la balia, almeno in Umbria, è rimasta solo un ricordo “con tanti fratelli e sorelle di latte” che ormai non ci sono più o sono anziani.
Ma il latte materno, di una madre qualsiasi, batte ogni prodotto artificiale e così si torna alle origini.
Infatti è’ stata attivata la Banca del Latte Materno, che è stata situata presso la S. C. di Neonatologia del S.Maria della Misericordia di Perugia .
Il progetto è stato coordinato dalla Dott.ssa Luisella Pieri della Direzione medica del nosocomio perugino e fortemente promosso dal Prof Giancarlo Barboni , Direttore della S.C. di Neonatologia :" Abbiamo voluto costituire la Banca del Latte nella nostra Azienda Ospedaliera per offrire alle mamme donatrici la possibilità di vedere raccolto il latte in esubero per essere poi donato ai neonati prematuri, che, in alternativa, sarebbero stati alimentati con latte artificiale -dichiara Il Prof Barboni-.
Ovviamente le donatrici sono mamme di dimostrata buona salute che producono latte in eccesso rispetto alle esigenze dei propri figli e che scelgono volontariamente la donazione"
La necessità di costituire la prima Banca del Latte in Umbria si è resa indispensabile perchè studi scientifici sempre più qualitficati hanno ribadito come " l latte della mamma sia alimento necessario e i cui fattori biologici specifici preservano il neonato da molte malattie anche a lungo termine , stimolando lo sviluppo di vari organi ed apparati".
"Se per il bambino sano il latte rappresenta il nutrimento ideale, per molti bimbi, nati pretermine o affetti da patologia, è da considerare un vero e proprio supporto terapeutico– dice la Dott.ssa Manuela Pioppo, responsabile del Presidio Medico Ospedaliero- .
Capita sempre più spesso che le madri dei bambini che più ne avrebbero bisogno hanno difficoltà a fornire una quantità di latte adeguata, specie se il proprio neonato non può essere alimentato direttamente al seno.
In questi casi, il servizio del "Lactarium " ha la funzione di preparare i pasti per i pazienti dell’ area neonatologica-pediatrica (UTIN, Neonatologia, Pediatria, Ambulatorio Neonatologia) , privilegiando il latte materno fresco, tirato in ospedale , oppure a domicilio e pastorizzato a 62,5°C per 30 minuti.
Quando il latte materno non fosse disponibile , bisogna predisporre latti artifiaciali per bambini nati a termine o dedicati ai neonati prematuri."
Dal 13 maggio , giorno di apertura ufficiale della Banca del latte è stato distribuito a tutte le mamme un apposito “manuale di autocontrollo e corretta prassi igienica” dove sono contenute tutte le procedure operative attinenti l’autocontrollo, l’analisi dei pericoli e dei rischi, il controllo dei punti critici, le procedure di sicurezza nella produzione e le misure preventive che soddisfano i requisiti previsti dall’apposita scheda di reclutamento della donatrice.
Osserva infine il Prof Barboni: " L’utilizzo del latte umano donato è rivolto particolarmente ai neonati nati prematuri: la procedura seguita è quella di selezionare il latte di donatrice più vicino all’età gestazionale del neonato ricevente e comunque viene utilizzato un latte conservato da meno tempo nella banca specie se l’età gestazionale è molto bassa.
Ovviamente la donazione del latte resta subordinata all’accettazione da parte del genitore, mediante firma del consenso informato della nutrizione del proprio figlio mediante latte umano."









