Appello ad una unità di intenti per favorire la crescita del comune di Todi con tutti i suoi 37 castelli
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Sì,” sviluppo sostenibile = crescita” è diritto dovere di tutti  per tutti. E’ presupposto per essere  nel presente e futuro in un clima di pace con il creato e con il prossimo. 
Cittadini. associazioni, sindacati, enti, partiti ed istituzioni che esprimono la realtà della democrazia locale, nazionale ed internazionale non possono continuare ad eludere e/o blaterare sul ”malloppo” pena il degrado globale.

Insieme si può, alla sola condizione di partire dal basso, dai territori, dagli ultimi, dando corpo alla esaltante filosofia del “bene comune”.
Si tratta, e ci si auspica che  anche i più sordi lo intendano, di mettere al centro l’uomo e tutto l’uomo con  quello che la storia le ha messo intorno. 
E’ un grande sogno che, per aiutarci a vivere meglio, non può eludere le problematiche culturali, scientifiche, tecniche di marketing ecc, che sono alla base di ogni realistico progetto.

Venendo a noi cittadini del tuderte sarà il caso di “ mettere insieme città e campagna e/o viceversa” superando l’ ancora velata mentalità dello sfottò reciproco, fine a se stesso, mentre la decrescita, non da oggi, ha travolto furbi e meno furbi.
In proposito, ed al solo titolo di cronaca, come non ricordare le più o meno goliardiche battute che definivano “frecce del villano” i bus che collegano, se li collegano, le frazioni alla città di Jacopone.
Guardare avanti è possibile e qualcuno dei 37 castelli del territorio che compone la comunità tuderte ha già messo in campo un tentativo di progetto di marketing fondato sullo sviluppo sostenibile.
E’ il caso di Collevalenza e gli altri 5 castelli – Chioano, Ficareto, Monticello, Rosceto e Torrececcona –
che compongono l’unità pastorale.

Qui le ACLI con la discreta sensibilità delle organizzazioni locali del lavoro, le scuole superiori di Todi e la sostanziale collaborazione della Facoltà di Agraria perugina,   hanno voluto la tesi di laura della dottoressa Cecilia Baccarelli – relatore prof. Angelo Frascarelli – che analizza il territorio sub-comunale dove,  al suo centro, insiste la non indifferente presenza del Santuario dell’Amore Misericordioso.

Da questo originale lavoro si evince, tra l’altro, la carenza di una adeguata formazione professionale degli operatori economici, scarsa coesione sociale, degrado dei beni storici, sgradevole sviluppo urbanistico, servizi pubblici carenti e comunque non percepibili, non altezza di un sito che dalla “cultura e prassi dell’accoglienza” trarrebbe miglior condizioni di vita.

Concludendo dobbiamo dire che una piccola associazione come le Acli hanno lanciato il sasso nello stagno e per cogliere i frutti della analisi svolta è più che necessaria l’attenzione, il coinvolgimento reale delle istituzioni pubbliche a partire dalla amministrazione comunale che potrebbe onorarsi di sostenere una sperimentazione, unica in Italia e nobilmente esemplare per abbattere lo sciocco dualismo  “città – campagna” prima che entrambi siano travolti dalla crisi crescente.

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