Il dieci di giugno si saprà la parte avuta dall'Umbria nel lancio di 82.500 adulti di Torymus sinensis per combattere la presenza della vespa cinese che letteralmente si sta mangiando i castagni anche sulle colline intorno a Todi, mettendo in crisi una fetta importante di economia
cinipide

Come ai tempi in cui si realizzava l’Unità d’Italia, in Umbria molti sperano che.. arrivino i piemontesi.
Dalla terra di Cavour
, infatti, nell’ambito del progetto “BIOINFOCAST”,finanziato dal Mipaaf e coordinato dal CRA-ABP (Centro di ricerca per l’agrobiologia e la pedologia di Firenze), infatti, è stata condotta la lotta biologica al cinipide orientale del castagno mediante il rilascio, con il metodo propagativo, del parassitoide Torymus sinensis.

Il parassitoide è stato allevato nei laboratori del DISAFA dell’Università degli Studi di Torino.
Le tre Associazioni: Associazione Nazionale Città del Castagno, Centro di Studio e Documentazione sul Castagno e Castanea – Rete Europea del Castagno – hanno curato l’organizzazione, il prelievo e la distribuzione degli adulti di Torymus sinensis, con consegna del materiale ai Servizi Fitosanitari delle diciassette Regioni coinvolte nel progetto.
I Servizi Fitosanitari regionali hanno individuato i punti di lancio sui propri territori e rilasciato i parassitoidi ricevuti.
Sono stati effettuati 500 lanci per un totale di 82.500 adulti di Torymus sinensis.

Quanto di questo progetto interessi l’Umbria e le zone devastate dalla “vespa cinese” si saprà il giorno 10 giugno in cui è stato convocato presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il Tavolo di filiera frutta in guscio – sezione castagne – per presentare nel dettaglio, ai rappresentanti delle Istituzioni e degli Enti coinvolti, una relazione completa delle attività poste in essere sul territorio nazionale per la lotta biologica al cinipide del castagno.

condividi su: