L'autore montecastellese, che aveva già pubblicato "Il piccolo campione", ha dedicato il suo nuovo romanzo al tema del bullismo
stuzzicadenti

E’ stato presentato nei giorni scorsi a Monte Castello di Vibio “Stuzzicadenti”, un libro di Pietro Melari. Edito dalla casa editrice Mursia, Stuzzicadenti è il nomignolo dato ai bulli della scuola frequentata dal protagonista della storia.
Afflitto da una difficile situazione familiare ed esasperato dalle continue angherie dei compagni, il ragazzo arriva sull’orlo del suicidio. Viene salvato da un pugile, un immigrato africano che lo porta in palestra con lui. Il ragazzo trova nello sport la forza morale per ribellarsi e affrontare la situazione.
Stuzzicadenti è un bel romanzo sul bullismo.  La storia è raccontata con brio e si presta alla discussione di temi tipici dell’adolescenza: rapporti difficili in famiglia, le prime cotte, l’amicizia, il valore formativo dello sport.
Il libro è stato presentato da Rossella Cruciani. “Un libro ben scritto, ha detto Rossella, e non poteva essere altrimenti dato che Pietro Melari per tantissimi anni è stato insegnante delle scuole elementari del paese. Ma l’esattezza della sintassi non impedisce la comprensione del testo certamente molto utile dal punto di vista educativo”.
Poi Rossella ha ricordato la sua esperienza vissuta sul campo anche a fianco di Pietro Melari, che ha sempre saputo vedere nello sport, uno dei principali veicoli per trasmettere i valori dell’onestà, dell’amicizia, del sacrificio e del rispetto degli avversari, nonché il gioco di squadra, perché mettersi a disposizione degli altri per raggiungere un obiettivo comune in un mondo come quello di oggi individualista, non è così naturale.
Questa è la seconda fatica di Pietro Melari, già noto già per i suoi testi teatrali, sempre divertenti, che la compagnia teatrale di Doglio “La Biciancola” ha sempre rappresentato.
“Il libro, ha detto Pietro visibilmente soddisfatto, costituisce un percorso necessario da fare, per accettarsi riconoscendo nei propri difetti fisici dei punti di forza, fino a riderci sopra come “Palla di lardo”. Tutti noi abbiamo avuto dei soprannomi che ci sono rimasti addosso sin da bambini e molto spesso questi vengono attribuiti evidenziando proprio un difetto. L’ispirazione per questo libro mi è venuta mentre il telegiornale raccontava l’ennesimo atto di bullismo in una scuola che aveva portato la vittima all’esasperazione. Questa non è una storia vera, come non lo era quella del mio primo libro,“Il piccolo campione”, in cui ognuno di noi si può riconoscere”.

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