Secondo un consigliere tifernate "all’evento di presentazione delle grandi manifestazioni umbre del prossimo 12 giugno a Roma si aggiungerà anche il 'Todi Festival' (prima praticamente mai evidenziato), sminuendo conseguentemente il 'Festival delle Nazioni" di Città di Castello
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Il campanilismo in Umbria è cosa vecchia, sia perché risale indietro nei tempi, sia perché di fronte alla crisi economica i discorsi dovrebbero incentrarsi sull’utilità generale, nel caso specifico, dei vari eventi che “illustrano” la regione.
Forse è tempo di incominciare a calcolare quanto ritorno c’è dai singoli eventi, non solo in termini di spettatori e non solo di gloria per gli organizzatori o di risonanza della critica a cui non corrisponda una confermata partecipazione, per cui un dato evento è solo per pochi, magari in.

In atteso di queste operazioni che dovrebbero farsi anche in tanti altri campi ( la formazione per esempio) il campanilismo prevale.
Secondo il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd’I) la Regione Umbria, allo scopo di favorire il “Todi Festival” avrebbe  ridimensionato “sia come immagine che dal punto di vista economico” il ruolo del ‘Festival delle Nazioni’ di Città di Castello.
Lignani Marchesani parla di recenti notizie di stampa secondo le quali “la Regione farà un investimento, enorme e spropositato, a vantaggio della città di Jacopone, nemmeno paragonabile a quello degli anni precedenti, mentre a stento si mantengono i contributi nei confronti di quello tifernate”.
Secondo l’esponente del centrodestra si tratta di una scelta “partigiana” che con “strana coincidenza favorisce la città della Governatrice solo dopo il cambio di colore politico nella sua amministrazione”.
 
Andrea Lignani Marchesani (Fd’I) che spiega come la sua non sia una “polemica di parte, ma una questione oggettiva: nel recente passato abbiamo infatti riconosciuto alla Giunta regionale la volontà di accreditare il ‘Festival delle Nazioni’ tra le grandi manifestazioni culturali dell’Umbria.
Partecipare a Roma alla presentazione dei grandi eventi umbri insieme a ‘Umbria Jazz’ ed al ‘Festival dei Due Mondi’, magari come parente più povero, ma in ogni caso presente . andava proprio in quella direzione.
Al contempo al ‘Todi Festival’ non veniva riconosciuta alcuna dignità ed era escluso dal circuito e da finanziamenti significativi”.
“Quest’anno – aggiunge Lignani Marchesani -, con una crisi che ridimensiona i finanziamenti privati e le sponsorizzazioni (è notizia di questi giorni, ad esempio, l’azzeramento del contributo al “Festival delle Nazioni” da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia), tutto si poteva fare tranne che allargare il giro delle manifestazioni di primo livello.

In questo contesto era invece necessario e prioritario da parte della Regione un maggior sforzo istituzionale nei confronti delle manifestazioni su cui aveva già investito come immagine.
Invece, non solo all’evento di presentazione delle grandi manifestazioni umbre del prossimo 12 giugno a Roma si aggiungerà anche il ‘Todi Festival’ (prima praticamente mai evidenziato), sminuendo conseguentemente il ‘Festival delle Nazioni, ma si evince anche da recenti notizie di stampa che la Regione farà un investimento, enorme e spropositato, proprio a vantaggio della città di Jacopone. Un investimento nemmeno paragonabile a quello degli anni precedenti, mentre a stento si mantengono i contributi nei confronti di quello tifernate”.

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