I cittadini-utenti come sudditi-animali da mungere a proprio piacimento. E’ come li devono vedere le società che si occupano della gestione di servizi pubblici essenziali – quali l’acqua, i rifiuti e i trasporti – che le amministrazioni pubbliche hanno da tempo delegato ad aziende private in nome di una presunta maggiore efficienza ed economicità tutta ancora da verificare.
Succede così che Umbra Acque possa inviare le sue bollette prendendo a riferimento per la sua fatturazione le letture presunte al 28 giugno 2013, data che coincide con la data di scadenza della bolletta stessa.
In tutti i casi segnalati dai lettori alla redazione la lettura presunta supera, a volte anche di cento metri cubi, la lettura reale ad oggi. Ma la cosa che ai più è sembrata una vera e propria vessazione è che Umbra Acque metta come scadenza la stessa data della lettura, con gli ultimi giorni di consumo pagati praticamente in tempo reale.
Quale altra azienda "privata" gode di questo privilegio?, si chiede un cittadino tuderte. "Le ditte normali – è l’amaro commento – riscuotono i loro servizi a 30-60-90 giorni (quando va bene!), mentre i sudditi pecoroni devono pagare l’acqua addirittura in anticipo".
Altra cosa piuttosto incomprensibile è che a fronte di una lettura presunta e fatturata che prende a riferimento il 28 giugno prossimo, i tempi indicati per l’eventuale successiva autolettura è invidividuata dal 20 al 30 giugno.
- Redazione
- 7 Giugno 2013








