Il Primario intascava tutto l'importo delle visite libero professionali fatte in reparto ed a domicilio, lasciando all'asciutto l'ente ospedaliero,  ed ometteva di rilasciare ricevute; in cambio favoriva il salto delle liste d'attesa da parte dei suoi clienti con la collaborazione di altri 4 della sua equipe
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Il problema della irregolare esplicazione di attività libero professionale da parte di medici ospedalieri in Umbria, deve essere di non poco conto, se gli episodi che vengono alla luce sono solo la punta di un iceberg.

Un problema che se si vuole eliminarlo richiede scelte drastiche perché seguitare a consentire che vengano svolte o all’interno dei reparti o in strutture private esterne rende il problema stesso irrisolvibile.
Quando una persona si preoccupa della propria salute viene inevitabilmente a trovarsi in condizioni di sudditanza psicologica nei confronti del medico a cui affida, se non la propria vita, la propria salute e la prospettiva è spesso quella di doverci tornare da quel medico, quindi contare sulla sua collaborazione per sanzionare gli inghippi è solo un’illusione.

La soluzione che in altre strutture sanitarie pubbliche funziona meglio è quella di organizzare la libera professione in locali pubblici distanti dalla sede ospedaliera con un servizio di accettazione rigido: non si entra se non passando prima per la reception per assolvere ai pagamenti.

Altrimenti seguiterà ad accadere ciò che accade ed è accaduto a Terni dove cinque sono stati gli avvisi di garanzia, emessi dalla procura della Repubblica a conclusione di una indagine condotta dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Terni., a carico di altrettanti medici dipendenti dell’ospedale Santa Maria., per peculato e falsità ideologica.
Sotto accusa una intera equipe a partire dal Primario che dopo aver riscosso gli onorari per le visite eseguite all’interno della struttura ospedaliera ometteva poi di versare i relativi corrispettivi dovuti» e per nascondere il tutto non rilasciavano o consentivano di rilasciare alcuna ricevuta.
Stesso comportamento per le visite domiciliari
Di converso, per far saltare le liste d’attesa ai propri “clienti” sarebbero state attestate falsamente le condizioni per ricoveri urgenti per pazienti .

L’amministrazione ospedaliera che ha collaborato alle indagini si riserva di adottare i provvedimenti disciplinari del caso per i possibili danni economici e di immagine che possano esserle stati procurati

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