“La scelta di Cascianella comporterà in futuro degli onerosissimi costi di gestione e di funzionamento degli impianti rispetto ad altri siti come appunto quelli di Camagna e di Porchiano che sono stati scartati non si sa per quale motivo, inoltre come ben evidente non passerà di certo inosservato un depuratore che circonda il quartiere più popoloso della città di Todi.” lo ha detto in un comunicato il leader di Aria Nuova per Todi dopo il Consiglio Comunale sull’argomento.
Due questioni, due problematiche note: una convince sul metodo una, invece, no.
Se è vero che i moderni depuratori non creano problemi a chi abita nelle zone circostanti allora è logico che la scelta avvenga in base a criteri unicamente di costi: di realizzazione e di funzionamento, non dimenticando che i tanti vecchi depuratori sparsi per l’Italia sono per lo più non funzionanti o mal funzionanti proprio per la insufficiente o inesistente manutenzione giornaliera di cui abbisognerebbero.
Questo non passare inosservato, da parte del depuratore, agli occhi della maggior parte degli abitanti di Todi, non dovrebbe scandalizzare, perché dentro le acque che dovrebbero giungere all’impianto non c’è “roba” prodotta da marziani bensì quella dei tuderti di cui sopra i quali non possono fare come certi sedicenti amanti degli animali che li alimentano, li coccolano e poi li mandano a “fare i bisogni” per strada per la “gioia” dei passanti.
Quindi è moralmente riprovevole pretendere che altri si “cibino” di quel che è il prodotto proprio e forse si dovrebbe fare una graduatoria tra le varie località per assegnare a quella che più contribuisce al problema la palma della collocazione di questo benedetto depuratore che s’a comunque da fare salvo che ognuno voglia tenersi in casa propria tutto l’out che produce oppure salvo che si trovi un’area desertica in pianura che non sia tutelata.
In allegato, comunque, per i lettori il testo integrale del comunicato.










