Il servizio di elisoccorso sanitario in Umbria ci potrebbe essere solo nel 2014 e c’è da sperare che prima, per l’impraticabilità di quasi tutte le strade che attraversano la regione, le attuali ambulanze per il soccorso ai malati non si “scassino tutte” oppure che i tempi di trasporto, per evitare sobbalzi dannosi ai pazienti, non si allunghino troppo.
Al di là dei timori per la resistenza del sistema attuale, il soccorso aereo dovrà essere integrato anche con le "basi di atterraggio" nel senso che lì si dovranno trovare servizi aperti ed efficienti a pieno regime 24ore su 24 e 7 giorni su 7.
Arrivare rapidamente in ospedale, infatti, non è sufficiente se poi non si trovano pronte e non in sola reperibilità tutte le equipe necessarie.
Problema sicuramente di non facile soluzione, sia per motivi economici sia per il fatto che implica una profonda revisione dell’organizzazione interna ospedaliera in tema di utilizzazione oraria delle strutture in cui la componente tecnologica produce costi anche quando è ferma e diventa rapidamente obsoleta
La prospettiva dell’elisoccorso è stato uno degli argomenti trattati nella presentazione della nuova centrale unica regionale del 118.
La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini ha infatti fatto riferimento alla cooperazione avviata con la Regione Marche per la definizione di un accordo che entro il prossimo anno potrà garantire anche all’Umbria il servizio di elisoccorso, mentre si stanno avviando contatti anche con la Regione Lazio per ciò che riguarda la possibilità di accordi di cooperazione sanitaria nelle aree di confine tra le due regioni.
“Non siamo ancora usciti dalla ‘notte difficile’ – ha proseguito la presidente – per la sostenibilità e la tenuta economica del nostro sistema sanitario, ma questo non ci ha impedito e non ci impedisce di proseguire in una azione di qualificazione e razionalizzazione della sanità pubblica regionale.
Avere un servizio unico di 118 rappresenta un elemento di grande civiltà, perché consente ad ogni cittadino in una situazione di drammatica emergenza di poter contare su una risposta sanitaria basata sull’appropriatezza e sicurezza. Senza che si chieda allo stesso cittadino di fornire prima dell’intervento la sua carta di credito, come purtroppo avviene in altri sistemi sanitari anche europei”.
Avere un servizio unico di 118 rappresenta un elemento di grande civiltà, perché consente ad ogni cittadino in una situazione di drammatica emergenza di poter contare su una risposta sanitaria basata sull’appropriatezza e sicurezza. Senza che si chieda allo stesso cittadino di fornire prima dell’intervento la sua carta di credito, come purtroppo avviene in altri sistemi sanitari anche europei”.
“Il vero salto di qualità e di civiltà sarà comunque la realizzazione del numero europeo unico 112 di emergenza, perché grazie ad esso sarà esteso per tutti i cittadini di ogni Paese d’Europa un servizio moderno – ha concluso la presidente – e capace di rispondere così all’esigenza di sicurezza in ogni parte del nostro continente”.
Di “percorso unitario e condiviso” per la realizzazione della centrale unica regionale ha parlato l’assessore alla sanità, Franco Tomassoni, che ha sottolineato come non vi siano, soprattutto in una regione piccola come l’Umbria, “tante sanità locali, ma una sola sanità regionale che vogliamo difendere nel suo carattere pubblico ed universalistico”. L’assessore Tomassoni ha quindi sottolineato come “la sfida della centrale regionale unica di 118 non rappresenta affatto una mera e semplice questione ragionieristica di razionalizzazione pur importante della spesa sanitaria, bensì l’occasione per garantire ai nostri cittadini un servizio di maggior qualità e sicurezza”.
“Oggi – ha aggiunto il direttore Duca – abbiamo compiuto un nuovo passo in avanti verso il ridisegno della rete dell’emergenza nella nostra regione. Dobbiamo avere la forza ed il coraggio del cambiamento.
Soprattutto quando questo cambiamento si traduce in un servizio sanitario in grado di assicurare ai cittadini una sanità migliore e maggiore sicurezza”.
Soprattutto quando questo cambiamento si traduce in un servizio sanitario in grado di assicurare ai cittadini una sanità migliore e maggiore sicurezza”.









