Approvato un documento unitario con il quale si chiede al Governo l'esclusione dai vincoli: del cofinanziamento dei programmi europei, del Fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale e degli investimenti in capitale per l'edilizia scolastica
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Alla ricerca di soluzioni per superare una crisi che ha radici profonde, alimentata da un capitalismo selvaggio che sta esplodendo in tutto il mondo con l’adorazione del dio “denaro che produce denaro”, senza per nulla migliorare la situazione reale dell’economia e dei popoli, salvo quella dei pochi manovratori della barca, la politica cerca di barcamenarsi nella poco acqua che gli è rimasta a disposizione.
Ed allora si torna a richiedere “L’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità (che) garantirebbe importanti opportunità per l’economia, e soprattutto favorirebbe gli investimenti nel settore pubblico.
Per questo come Regioni italiane abbiamo approvato un documento unitario con il quale chiediamo al Governo di rivedere, rendendoli meno rigidi, alcuni dei vincoli del Patto".
È quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, a margine dei lavori della Conferenza dei presidenti delle Regioni italiane.
La presidente Marini ha quindi aggiunto che le Regioni auspicherebbero meccanismi più flessibili degli attuali che rendono il Patto di stabilità interno eccessivamente rigido, sia a livello europeo che nazionale, ipotizzando la totale esclusione delle spese di cofinanziamento dei programmi europei.
 "Con il nostro documento – ha aggiunto la presidente – avanziamo ipotesi concrete di revisione, come ad esempio quella di escludere dai vincoli del Patto tutti quegli investimenti che non attivano debito o che vengono effettuati con risorse autonome.
Ciò contribuirebbe notevolmente allo sviluppo dei territori.
Inoltre dovrebbero essere esclusi dai vincoli l’intero Fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, e gli investimenti in capitale per l’edilizia scolastica, così da poter attivare l’avvio di lavori per la messa in sicurezza degli edifici".

"Ovviamente – ha concluso Marini – tutte le nostre proposte non vogliono in alcun modo compromettere l’importante principio di politica finanziaria alla base del Patto, e cioè il rispetto dei vincoli sulla spesa pubblica".

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