Un contenitore per i rifiuti nel "campetto" della frazione, di asserita proprietà comunale, sarebbe stato rimosso dalla Gesenu perchè il mancato svuotamento di esso sarebbe stato imputato alla stessa società
cestino

Quando si parla di cieca burocrazia sembra una cosa teorica, ma basta fare
due passi a Duesanti di Todi per rendersi conto di persona di cosa significa.
Secondo quanto segnala il coordinatore provinciale di Fare Ambiente, nel “campetto” della frazione c’era un cestino per i rifiuti, molto utilizzato, ma che evidentemente non viene ripulito quando occorre.
Sembrerebbe che la prima a lamentarsi sarebbe stata la Gesenu un quanto il disservizio le veniva imputato anche se la proprietà del cestino, e si presume, l’obbligo di svuotarlo, fosse del Comune o di qualcun altro che si fosse assunta la gestione dell’area.

Ora
che la società perugina se la sia presa a male è ampiamente giustificabile, meno che si appropri di una proprietà comunale ed ancora meno che al campetto non ci sia più la possibilità di gettare i rifiuti se non in terra.

La situazione sembra sia rimasta a questo punto visto che il Coordinatore Provinciale sostiene che “
ho chiamato più volte, senza alcuna risposta, l’assessore alle frazioni, Manuel Valentini, per informarlo sulla situazione che si era venuta a creare.
Proprio ieri, invece, sono riuscito a parlare con l’assessore con delega all’ambiente, Daniela Baccarelli, che mi ha confermato che s’impegnerà a parlare con la Gesenu per riportare indietro il cestino, che ripeto non e’ di proprieta’ della Gesenu.”

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