Il voucher Fornero, quei trecento euro al mese per sei mesi per contribuire ai costi di iscrizione negli asili nido di donne lavoratrici è stata la dimostrazione lampante di quanto siano lente e tarde la maggior parte delle strutture burocratiche dei Comuni umbri. Anzi più sono grandi più sono tarde.
La legge n.92 del 2012 (Riforma del lavoro), introduce in via sperimentale, per il triennio 2013 – 2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità e in alternativa al congedo parentale, voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, da utilizzare negli undici mesi successivi al congedo obbligatorio, per un massimo di sei mesi.
In Umbria, hanno approfittato dell’occasione solo 8 Comuni su 92 e ben sette di questi sono piccoli borghi che insieme a Foligno hanno smentito le giustificazioni di tanti che hanno lamentato un bando Inps poco decifrabile
Ad essere più svegli sono stati: Fabro, Porano, Baschi, Allerona, San Giustino, Foligno, Gualdo Tadino e Bettona e venti asili privati
Ad essere più svegli sono stati: Fabro, Porano, Baschi, Allerona, San Giustino, Foligno, Gualdo Tadino e Bettona e venti asili privati







