Dal XV Congresso internazionale di immunologia in corso a Milano dal 22 al 27 agosto arrivano interessanti notizie.
Iscritti a presentare le loro relazioni 500 speaker, molti di fama mondiale, e premi Nobel come Peter C. Doherty e Rolf M. Zinkernagel, premiati nel 1996 per i loro studi sulla specificita’ delle difese immunitarie cellulo-mediate, e Jules A. Hoffmann, insignito nel 2011 per le scoperte sui meccanismi di attivazione dell’immunita’ innata.
L’evento, che ha mobilitato circa 5mila persone da una settantina di nazioni, e’ promosso e organizzato dall’International Union of Immunological Societies (Iuis) e dalla Societa’ italiana di immunologia, immunologia clinica e allergologia (Siica).
Grazie a borse di studio o di viaggio fornite dal congresso stesso o dalle societa’ scientifiche nazionali, potranno essere presenti anche circa 300 giovani ricercatori, 50 dei quali provenienti dall’Africa grazie al supporto della Bill and Melinda Gates Foundation.
Tra le relazioni più interessanti quella della dott.ssa Olivera Finn, professore di immunologia alla scuola di medicina dell’università di Pittsburgh, per la quale chi ha contratto malattie infettive durante l’infanzia sviluppa una memoria immunitaria che sembra essere in grado di proteggere dai tumori.
Per esempio, malattie infantili come il morbillo, gli orecchioni e la varicella sono correlate con un minor rischio di sviluppare cancro.
La dottoressa Finn ha condotto studi su modelli animali che hanno portato a risultati importantissimi: alcuni topi sono stati infettati con due ceppi d’influenza.
Tre mesi dopo la seconda infezione, è stato in loro indotto un tumore ai polmoni e si è visto che i topi che avevano contratto l’influenza riuscivano a controllare il tumore, mentre quelli non infetti non erano in grado.
Questo non significa che le infezioni infantili siano salutari e che sarebbe meglio non vaccinare i bambini. «Al contrario, i nostri studi dimostrano che ci sono molecole che potrebbero essere utilizzate per preparare vaccini efficaci sia contro i germi sia contro alcuni tipi di cancro,» ha dichiarato Finn.
Questi studi sono ancora all’inizio e c’è ancora molto da fare.
L’obiettivo di Finn nei prossimi cinque anni è quello di identificare molecole che possono venir combinate in un ridotto numero di vaccini, da dare come sostituto di quelli singoli già esistenti. Questo vaccino “universale” sarebbe in grado di proteggere l’organismo da diversi tipi di malattie, da quelle infettive a quelle croniche, fino al cancro.










