Il movimento sismico delle 16.50, tre scosse in pochi minuti, ha raggiunto stavolta la magnitudo 1.9; alle 17.01 nuova scossa di magnitudo 2.7 a Gubbio
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L’epicentro è stato il solito: tra le frazioni di Rosaro e Casigliano di Acquasparta, a destra del tracciato della strada provinciale ternana 97 che conduce a Selvarelle, nell’ansa che la superstrada E45, corsia sud, compie tra Collevalenza di Todi ed, appunto, Acquasparta, la profondità km.9,1, ma la magnitudo della scossa di terremoto delle ore 16.50 si è avvicinata a 2: per la precisione 1.9.

L’incremento della magnitudo potrebbe significare che anche la zona dei  Monti Martani incomincia a risentire in modo più intenso dei movimenti del bacino di Gubbio con cui esiste un collegamento.

Questo tanto più che nella giornata di oggi c’è stata una escalation.
Alle 16.24 scossa di magnitudo 1.4.
Alle 16.48 scossa di magnitudo 1.6
Ed alle 17.01 nuova scossa, magnitudo 2.7, a Gubbio con epicentro vicino all’incrocio tra la statale di Pian d’Assino e quella della Contessa
Scossa di 2.9, alle 17, anche in Lunigiana che è il ramo nord della faglia che interessa anche l’Umbria e, per non smentire il collegamento tra Appennino ed Adriatico, scossa di magnitudo 2.8 al largo di Sirolo di Ancona alle 17.50.

Alle 18,30 la crisi sismica che ha interessato l’Italia di mezzo, con 17 scosse in poco più di due ore, sembrava che si stesse prendendo una pausa.
Pausa breve perchè dopo 8 minuti, alle 18,30 la terra ha ripreso a brontolare tra Città di Castello e Montone con una scossa strumentale di magnitudo 1.2 a monte del tracciato della superstrada E45, poi ancora verso Gubbio

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