L'intuizione italiana di sfruttare, per la produzione di energia elettrica, le correnti continue di vento ad alta quota, verrà messa alla prova in Arabia Saudita in una prima realizzazione di un più esteso progetto che prevede l'impiego di 66 miliardi di dollari
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Un altro “puledro” dell’innovazione italiana, dopo Andrea Rossi che con il suo E –Cat cerca la consacrazione commerciale in America, anche Kite Gen è stato partecipato in misura rilevante, nel mese di aprile 2013, dalla Sabic Ventures – una di proprietà di Saudi Arabian Basic Industries Corporation ( SABIC).

Imaligni avevano ipotizzato che l’interesse saudita fosse solo quello di tener buono un concorrente del loro petrolio, ma sembra ora che invece intendano fare proprio sul serio e sperimentare sul campo le potenzialità che in Italia erano state offerte per salvare la produzione di alluminio in Sardegna e quelle altre che necessitano di grandi quantità di energia elettrica a buon mercato, come le acciaierie ternane.

La società si è infatti si è aggiudicata un primo contratto per un impianto  vicino a Jubail Industrial City , in Arabia Saudita .
Qui si sta progettando uno stabilimento per comprimere e purificare circa 1.500 tonnellate al giorno di anidride carbonica, atte alla produzione di metanolo e di urea .
Per questi processi sono necessarie quantità massicce di energia elettrica rinnovabile a costi molto bassi
KiteGen sarà responsabile per il concetto e l’ingegneria di base , ingegneria di progettazione front end ( FEED ) e ingegneria di dettaglio , approvvigionamento, costruzione ( EPC ) e la futura manutenzione della struttura di potenza per il completamento di un programma di fast-track .
Il programma prevede la realizzazione degli impianti per la produzione di massa dei generatori da collegare agli "aquiloni"nel 2015 e la messa in funzione di impianti pilota nel 2016 .
 

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