Motivazioni di "principio" e contingenti fanno scendere sul piede di guerra gli avvocati del Foro di Perugia contrari alla scelta del presidente del tribunale di Perugia di far effettuare le udienze civili nella frazione perugina
giustizia-civile-300x2

La scelta di concentrare nella frazione perugina e pianeggiante di Balanzano le udienze del Tribunale Civile di Perugia già di competenza della sezione distaccata di Todi ed altre, è  contestata dagli avvocati perugini.
La nuova localizzazione sembrava potesse soddisfare le esigenze dell’utenza e dei professionisti in quanto, vicinissima alla superstrada E45, faceva risparmiare il tempo ed i disagi per salire all’acropoli a quanti venivano sia da sud che da nord, sia da est che da ovest dell’Umbria.

La motivazione dell’opposizione perugina è in primo luogo il fatto che così si sarebbe «in totale contrasto con l’accorpamento degli uffici giudiziari che rappresenta la ratio della norma».
Una motivazione che sembrerebbe privilegiare la comodità degli stessi operatori di diritto, ma che non sembra possa interessare più di tanto l’utenza potenziale che normalmente non deve ruotare fra più uffici giudiziari.

Peraltro questa motivazione potrebbe apparire pretestuosa, perché nel contempo si chiede di poter continuare ad usare gli immobili nelle periferia dell’Umbria, in cui fino a poco tempo fa si sono tenute le udienze delle sedi distaccate, cosa che farebbe il gioco degli avvocati e dell’utenza di queste località, almeno temporaneamente, ma che stride con l’invocata ratio della norma

Ma le giustificazioni per il rifiuto di Balanzano sono anche altre e per lo più contingenti e partono dalla constatazione che già le udienze fissate per il 13 settembre sono state rinviate perché la sede di Balanzano non sarebbe pronta.
Sembra, infatti, che gli archivi delle sedi giudiziarie distaccate siano ancora nelle vecchie sedi e che la sede di Balanzano non abbia alcuna certificazione di agibilità igienico sanitaria e di sicurezza dell’immobile comunale designato ad ospitare le udienze.

Intanto, in una lettera   indirizzata al presidente della Corte d’Appello di Perugia, Wladimiro De Nunzio, al presidente del Tribunale di Perugia, Aldo Criscuolo, al presidente del Tribunale di Spoleto, Emilia Bellina, oltre che alla presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini, i sindaci di Foligno, di Assisi, di Città di Castello e di Todi, Carlo Rossini, prendono la palla al balzo e dichiarano " che «in riferimento alla riorganizzazione degli uffici giudiziari, che sta trovando concreta attuazione proprio in questi giorni, con notevoli disagi sia per i cittadini sia per gli operatori della giustizia, con la presente si intende riconfermare la disponibilità già espressa dai Comuni di Foligno, Assisi, Città di Castello e Todi e ribadita tempo fa dalla stessa Presidente della Regione Umbria.
A tal fine, si manifesta la disponibilità dei citati Comuni a farsi carico delle spese di funzionamento e di gestione degli immobili stessi per tutto il periodo necessario a completare una organizzazione idonea a soddisfare le giuste esigenze dei cittadini e di tutti gli operatori.
La suddetta proposta è finalizzata a limitare tali problematiche e a ribadire la sensibilità dei sopracitati Comuni verso il servizio giustizia».
 

condividi su: