La situazione lungo il circuito del paesaggio nr. 2 tra Todi e Monte Castello di Vibio, seguendo l'itinerario "del Furioso", in pieno Parco Fluviale e all'interno di un Sito di importanza comunitaria
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Negli ultimi tempi sono numerose le segnalazioni di degrado ambientale di cui soffre il territorio in cui viviamo. Oltre a quelli già evidenziati dal giornale della Media Valle del Tevere “Il Tam Tam”, vorremmo raccontare il degrado e l’abbandono del tratto del fiume Tevere che va dai Piani di San Martino al campo di pesca sportiva situato in località Montemolino.
Questo tratto del Fiume, per le sue caratteristiche paesaggistiche, è segnalato ed utilizzato per la promozione turistica ed è inserito nei Circuiti del Paesaggio (circuito n° 2) come itinerario da percorrere a piedi, a cavallo o in bicicletta.
Recentemente questo tratto è stato tabellato come parte della pista ciclabile che attraversa l’Umbria seguendo il corso del Fiume Tevere (itinerari ciclabili lungo il Tevere) collegando Marsciano a Todi.

Le sue caratteristiche ambientali particolari, siamo in un  Sito di Importanza comunitaria della Rete natura 2000 (SIC IT 5210054), sono evidenziate da pannelli divulgativi, che illustrano ai visitatori alcune particolarità di questo itinerario, denominato “Sentiero del Furioso”.
L’itinerario, che nella parte più settentrionale attraversa il Parco Fluviale del Tevere, è attrezzato con aree di sosta in cui sono presenti tavoli e panchine, alcuni ormai danneggiati o “spariti”, altri in condizioni da rappresentare un pericolo per chi volesse utilizzarli, o inutilizzabili perché invasi dalla vegetazione.
Tutti questi sforzi economici per la promozione del turismo, che come evidenzia il terzo rapporto Focus economia Umbria della Cgil pubblicato di recente è l’unico settore in crescita per numero di occupati, rischiano di essere vanificati dalla mancata gestione e dall’incuria di alcuni dei suoi utilizzatori.

Lungo le sponde del fiume, oltre ai rifiuti portati dalla piena del 2012, si aggiungono quelli abbandonati sul luogo da persone che utilizzano quest’area senza alcun rispetto rispetto per l’ambiente.
I cestini posizionati vicino ai tavoli non vengono svuotati con regolarità, e i rifiuti vengono abbandonati in loro prossimità e lungo le sponde del fiume, alla base degli alberi o appesi a rami.
Il divieto di transito ai veicoli presente lungo il percorso e al lato del ponte di Montemolino di fatto non è rispettato.

Utilizzare questo percorso, per turisti a piedi, in bicicletta o a cavallo, ma anche da parte degli abitanti dei comuni di Todi e di Monte Castello di Vibio, non è sempre possibile per la presenza di cani vaganti e nella stagione venatoria per la presenza di cani da caccia.
Tutta questa situazione genera un danno economico agli operatori turistici oltre che un danno d’immagine; difficilmente si può pensare che un turista ritorni o suggerisca a qualcun altro di effettuare quella che dovrebbe essere una piacevole passeggiata in uno degli ambienti più caratteristici presenti nel territorio lungo il Fiume Tevere.

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