Catastrofico rapporto sulla sopravvivenza della Terra da parte dell'IPCC – l’Intergovernmental Panel on Climate Change formato nel 1988 dalle Nazioni Unite, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente
lutto

Secondo il quinto rapporto IPCC – l’Intergovernmental Panel on Climate Change formato nel 1988 dalle Nazioni Unite
, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, non vale la pena di programmare la propria vita oltre i prossimi 10 anni.
Sarebbero infatti solo 10 gli anni rimasti per poter salvare il Pianeta Terra.
2.200 pagine di report, 6 anni di lavoro, 209 scienziati di caratura internazionale e un Premio Nobel hanno analizzato il fenomeno del surriscaldamento globale dagli anni ’80 fino al 2005, e concluso che la situazione si complica: non c’è più tempo e gli interventi legislativi per la riduzione delle emissioni non arriveranno prima del 2020.

Nello scenario meno catastrofico, la temperatura media si innalzerà di un grado rispetto al periodo 1986-2005, con 1,7 gradi in più rispetto all’era preindustriale e un innalzamento delle acque di 24 centimetri. È questa la soglia massima da non superare per garantire il recupero della Terra.
 
Nella peggiore delle ipotesi, invece,un aumento di temperatura di 3,7 gradi rispetto al periodo 1986-2005 – 4 gradi rispetto all’era preindustriale – con un innalzamento delle acque di ben 62 centimetri.

Un simile cambiamento climatico, oltre a inondare le città sulle coste, aumenterà in modo estremo il consumo energetico e il conseguente inquinamento. Una situazione insostenibile per il Pianeta, che non sarà più in grado di rigenerare le sue risorse verdi, con gravi impatti sull’agricoltura e la tropicalizzazione di molte aree del globo.

L’IPCC fa leva sullo studio dell’anidride carbonica accumulata in atmosfera: per evitare il peggio, non si dovrebbero superare le 421 parti per milione di CO2. Al momento il dato si ferma sulle 400 parti, ma cresce a un ritmo di 2 punti l’anno, per questo resterebbero all’incirca 10 anni per intervenire e prevenire il punto di non ritorno.
 

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