Forti critiche alla gestione della fase congiunturale da parte dell'azienda di laterizi "che a Marsciano ha avuto più onore dei Kennedy a Dallas"
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Non vogliamo assolutamente entrare nelle pieghe della crisi aziendale e non siamo in grado di quantificare l’impatto che la crisi stessa ha avuto sulle ordinazioni e sui carichi di lavoro aziendali; tale compito spetta alla società, alle RSU e ai sindacati.
E vogliamo, inoltre, esprimere il massimo rispetto per tutti i lavoratori dell’FBM indipendentemente dalle loro scelte nel momento in cui la proprietà li ha chiamati a esprimere il loro assolutamente poco libero voto.
Quello che vogliamo stigmatizzare è il comportamento con il quale è stata gestita una fase di crisi da parte di un’azienda che ha molto ben guadagnato per decenni e da Marsciano ha avuto più onori dei Kennedy a Dallas; strade, vie, rotonde e, addirittura, musei intitolati alla Famiglia.
Inoltre una completa disponibilità dell’Amministrazione Comunale accompagnata da infinita, anche se ormai esaurita, pazienza della comunità marscianese che si è sorbita anche una montagna artificiale che ha causato non pochi danni alla comunità di Tripoli.
Non più di un mese fa la concessione di una nuova cava per venire incontro alle esigenze aziendali e, pochi giorni dopo, le incredibili comunicazioni dell’azienda ai lavoratori.
Prima, un documento assolutamente vago, senza uno straccio di strategia industriale e di prova a sostegno delle tesi riportate spiega, per farla chiara, che:
se si vuole che la proprietà faccia richiesta di un altro anno di cassa integrazione, i lavoratori devono sottoscrivere un documento aziendale non negoziabile; il documento contiene una indicazione molto vaga degli esuberi, una quarantina, senza indicare da quale stima esca questa quantificazione, e una indicazione di criteri per l’individuazione degli esuberi stessi; i criteri indicati, in realtà, sono un unico criterio: esigenze produttive, nessun riferimento all’anzianità di servizio o ai cariche familiari: se esistessero due coniugi 55enni all’FBM la società esige, da accordo sindacale, di poterli licenziare entrambi.
Non soddisfatta dell’indecente comunicazione, affigge alle bacheche un volantino minaccioso dai toni perentori che ‘invita’ i dipendenti ad accogliere subito l’offerta onde evitare le immediate procedure per la mobilità di 40 persone senza passare per la cassa integrazione.
Ad altri spetterà di verificare i profili di antisindacalità e di mobbing dei comportamenti sopradescritti, siamo convinti che qualcuno vorrà far luce sulla questione, a noi resta da notare come non esistano solo piccoli imprenditori e artigiani che arrivano alla fame per tenere insieme un’azienda (alcuni li conosciamo personalmente) ma anche meno piccoli imprenditori che mettono da parte i milioni guadagnati quando tutto gira salvo scaricare sulle famiglie dei dipendenti i momenti di crisi aziendale; a loro vogliamo semplicemente dire che non tutta la comunità politica e sociale di Marsciano è disposta a farsi trattare come proprietà privata della Fam. Briziarelli.

Federico Santi, segretario Circolo PRC ‘Bolli’ Marsciano

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