L’assessore regionale Silvano Rometti in risposta all’interrogazione del consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd’I), ha spiegato che “su questa materia la Regione non ha nessun tipo di competenza.
Le tariffe vengono decise dall’Ambito e dall’assemblea dei Comuni.
Le nuove modalità di pagamento sono state introdotte dall’autorità per l’energia e il gas. Il gestore umbro ha applicato quanto previsto dall’autorità cercando di mitigare i nuovi criteri. È stata intensificata la frequenza dei pagamenti ma c’è la possibilità del pagamento online o attraverso gli sportelli della società.
I Comuni, pur non avendo espresso decisione formale, sono stati informati della scelta dell’azienda. Sappiamo che si tratta di una scelta che incide su chi deve pagare le bollette, continueremo ad avere un confronto con l’azienda e i Comuni per capire se si può migliorare questa proposta per venire incontro all’utenza”.
Gli utenti medi utenti umbri saranno dunque chiamati a versare quanto dovuto di bolletta non più per tre volte ma per sei volte l’anno”.
Maggiori costi quindi, per gli utenti e soprattutto raddoppio dei disagi e della burocrazia, quella stessa che a parole si dice di voler ridurre perché è il maggior handicap del sistema Italia. Per questo l’Autorità dovrebbe essere candidata al premio Nobel per la complicazione di affari semplici
Lignani Marchesani (Fd’I) ha evidenziato anche evidenziato che “questo, soprattutto per quanto concerne le fasce più deboli, gli anziani, comporta un notevole aggravio di spesa, di tempo e di sicurezza, perché aumentano le operazioni postali da effettuare, con tutto il rischio conseguente col denaro contante, strumento ancora utilizzato dai cittadini di età più avanzata. Tutto questo – ha aggiunto il consigliere di opposizione – non risulta essere stato fatto con un coinvolgimento dei Comuni, che sono i soci della maggioranza pubblica di Umbra Acque, senza avere consultato neanche le associazioni dei consumatori che dovevano, almeno per motivi di educazione, essere coinvolte. istituzionali per motivazioni esclusivamente di bilanci manageriali e appunto economicistici”.
Andrea Lignani Marchesani si è dichiarato non soddisfatto della risposta di Rometti: “se è vero che la Regione non ha competenza diretta, sicuramente ha un compito istituzionale non solo di monitoraggio, ma anche di controllo e non è la prima volta che un Ambito territoriale va sotto i riflettori.
Negli ultimi dieci anni la bolletta è aumentata, c’è stata poi la vicenda del deposito cauzionale, che ha coinvolto tutte le fasce deboli perché è stato di fatto imposto a tutti coloro che non hanno la bolletta domiciliata.
Tutti eventi che incidono molto sulle tasche delle fasce più deboli della popolazione, in particolare modo gli anziani. Tutto questo non è socialmente sostenibile, tutto questo non è inclusivo: questi sono i termini tanto cari alla Giunta regionale, che però dovrebbe non solo proclamarli ma farli applicare”.








