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Dal 1 gennaio del 2014 il programma regionale umbro interesserà le donne di età compresa tra i 45 e 74 anni, cioè la quasi totalità della popolazione femminile a rischio di insorgenza del tumore alla mammella. 
screening-mammella

Lo screening per la prevenzione del tumore al seno aumenta di 10 anni, mentre fino ad ora interessa le donne tra i 45 ed i 70 anni, dal 1 gennaio del 2014 il programma interesserà le donne di età compresa tra i 45 e 74 anni.
Lo ha annunciato la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle iniziative organizzate in Umbria dalla sezione regionale della LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori) nell’ambito della “21/ma” edizione della campagna “Nastro Rosa ", cui hanno partecipato anche il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Walter Orlandi, e il presidente “LILT” Umbria, Antonio Rulli.  
Si comprende – secondo gli studi scientifici – la quasi totalità della popolazione femminile a rischio di insorgenza del tumore alla mammella”.  
La presidente Marini, che anche per quest’anno la LILT ha voluto scegliere come “testimonial” della Campagna “Nastro rosa”, nel corso del suo intervento ha sottolineato l’impegno della Regione per le azioni di prevenzione attraverso gli screening di massa (oltre a quello per il tumore alla mammella in Umbria vengono effettuato quelli per i tumori al collo dell’utero e per il colon retto): “L’attività di prevenzione – ha riferito – è fondamentale per ridurre il più possibile i rischi per la salute delle donne. Ed i risultati ottenuti in Umbria, dove da quindici anni si effettuano gli screening di massa, sono assolutamente positivi. Ciò grazie al lavoro di tutti gli operatori e dei tanti volontari, come quelli della LILT, ai quali va il nostro sincero e sentito ringraziamento”.
La Presidente ha altresì colto l’occasione per sottolineare come in presenza di attività di screening di massa il sistema sanitario regionale si dimostri più attento rispetto a prescrizioni di indagini diagnostiche per le stesse patologie che non rispettino i criteri di appropriatezza, ciò per non danneggiare chi ha un effettivo ed urgente bisogno e lo stesso valore dell’attività di screening.
 
Il direttore dell’Azienda ospedaliera di Perugia Orlandi, che ha illustrato l’attività svolta dall’Azienda per la prevenzione e cura dei tumori al seno, ha ricordato che l’Ospedale del capoluogo “ha ottenuto ben tre ‘nastri rosa’ a testimonianza del lavoro svolto e dei positivi risultati raggiunti.
Ciò che dobbiamo fare noi operatori – ha aggiunto – è non solo garantire la migliore risposta alla domanda di salute, ma lavorare affinché vi sia sempre di più la cultura della salute.
Dal versante sanitario posso dire che l’Azienda di Perugia, per ciò che riguarda lo specifico tema del tumore al seno, è all’avanguardia in Italia, potendo garantire l’intervento chirurgico entro il termine di 20 giorni e con una degenza media di poco superiore alle 36 ore”.
Il professor Rulli ha invece illustrato i contenuti della campagna, promossa in oltre 70 Nazioni nel mondo, che ha come obiettivo  quello di sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori al seno.
Alla campagna aderisce – come di consueto anche l’Umbria – e nei prossimi giorni, ripetendo una tradizione oramai consolidata, verranno illuminate di rosa nel capoluogo umbro sia la Fontana Maggiore, che l’ingresso principale dell’Ospedale di Perugia, Santa Maria della Misericordia.

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