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L'ospedale perugino si colloca anche al terzo posto, tra 1.233 strutture sanitarie italiane censite in base a 50 indicatori, per quanto riguarda il tumore al polmone.
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Interrogando il portale “Dove e come mi curo” due volte ci si imbatte nel nome di una struttura ospedaliera dell’Umbria.
Doveecomemicuro.it.  contiene i dati di 1.233 strutture sanitarie italiane censite in base a 50 indicatori. Con il posto migliore dove curarsi.
Il progetto è coordinato da Walter Ricciardi, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica del Gemelli .
La performance più rilevante per l’Umbria nell’ambito “Tumore del retto”.
La performance ospedaliera è misurata sulla base della mortalità a 30 giorni dall’intervento. L’indicatore misura dunque il numero di pazienti con tumore del retto deceduti entro 30 giorni dall’intervento chirurgico tra tutti i pazienti operati per questo tumore.
La media nazionale è di 1,99%, il primo ospedale è l’Azienda ospedaliera di Perugia con 0,36%.
I tumori del colon-retto sono dovuti alla crescita senza controllo delle cellule dello strato più interno della parete dell’organo (la “mucosa”). Molte sono le cause che possono determinare la malattia, alcune legate alla dieta e all’alimentazione e altre genetiche. La maggior parte dei tumori del colonretto deriva dalla trasformazione in senso maligno di “polipi”, cioè di piccole formazioni, di per sébenigne. Non tutti i polipi, però, possono trasformarsi in maligni. In Italia, il tumore del colon-retto è molto frequente sia negli uomini sia nelle donne ed è la seconda causa di morte per tumori maligni dopo il tumore al polmone negli uomini e quello alla mammella nelle donne. I tumori del retto colpiscono la parte d’intestino più vicina all’ano, con sintomi tipici di sanguinamento e sensazione di bisogno urgente di defecare/andare al bagno. I principali fattori di rischio sono i fattori genetici (storia familiare) e un’alimentazione ricca di grassi. Indispensabile per curare questa malattia è l’intervento chirurgico che, però, non è privo di rischi. In seguito ad esso, infatti, è possibile che compaiano delle complicanze (ad esempio infezioni) anche gravi che possono condurre alla morte.
Presenza al terzo posto, sempre per l’ospedale perugino, in graduatoria nell’ambito “Tumore del polmone”.
Anche qui la performance ospedaliera è misurata sulla base della mortalità a 30 giorni dall’intervento. L’indicatore misura dunque il numero di pazienti con tumore del polmone deceduti entro 30 giorni dall’intervento chirurgico tra tutti i pazienti operati per questo cancro.
La media nazionale è di 1,54%, il primo ospedale è l’Azienda ospedaliera S. Martino – Genova con lo 0.3%. L’azienda Ospedaliera di Perugia è terza con lo 0,48%.
Il tumore del polmone è la forma più comune tra i tumori dell’apparato respiratorio. Questo tumore può compromettere la funzione di ossigenazione del sangue che il polmone di solito svolge, a causa della crescita senza controllo di cellule (quelle che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli) che possono ostruire il corretto flusso dell’aria, oppure provocare emorragie polmonari o bronchiali.
I tipi più diffusi sono il carcinoma squamocellulare (correlato al fumo e più frequente) e l’adenocarcinoma polmonare. Importantissimo è il mesotelioma pleurico, tumore correlato all’esposizione alle fibre aerodisperse dell’amianto.
I sintomi non sono sempre chiari inizialmente e possono confondersi con quelli di altre malattie polmonari: tosse secca o con catarro (a volte con sangue), piccole perdite di sangue con i colpi di tosse (emottisi), difficoltà respiratorie, dolore al torace e perdita di peso sono segni e sintomi caratteristici che possono anche presentarsi in forma lieve e in una piccola percentuale di casi mancare.
In Italia, ogni anno, muoiono di solo tumore al polmone 27.500 individui, soprattutto maschi (primacausa di morte per tumore), ma la malattia è in aumento tra le donne (seconda causa di morte per tumore).

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