Ad intervenire, dopo i saluti del Sindaco Alfio Todini, sono stati Angelo Frascarelli, docente di Economia e politica agraria e direttore del Cesar, Walter Trivellizzi, presidente del Gal Media Valle del Tevere, Stefano Torricelli, responsabile di zona della Confagricoltura Umbria, Luca Panichi, presidente della Coldiretti provinciale di Perugia e Domenico Brugnoni, presidente regionale della Cia, Confederazione italiana agricoltori. Quindi le conclusioni di Roberto Bertini, Assessore all’Agricoltura della Provincia di Perugia e Gianfranco Chiacchieroni, Consigliere regionale, presidente della Commissione attività produttive.
Il nuovo Psr, il Piano di sviluppo rurale, dovrà essere approvato dalla Commissione europea entro giugno 2014, dopo che le varie regioni, ognuna per il rispettivo territorio, avrà formulato e inviato, entro gennaio 2014, una prima versione del Piano.
“La programmazione europea dei prossimi 7 anni – afferma il Sindaco Todini – è una leva fondamentale per sostenere l’uscita dalla fase depressa di questi anni e questo è vero sia per il settore manifatturiero e dei servizi, sia per quello agricolo, sebbene in quest’ultimo non manchino segnali incoraggianti che lo vedono muoversi in controtendenza.
E con la prossima programmazione si gioca, in campo agricolo e zootecnico, una importante sfida del cambiamento, verso strategie produttive nuove che devono poter aumentare la capacità competitiva della nostra agricoltura e adattarla ai mutati scenari.
L’amministrazione comunale farà quindi la sua parte, insieme alle imprese e alle altre istituzioni competenti, per arrivare a definire con la Regione un Piano di sviluppo rurale che sappia governare questa necessaria trasformazione verso nuovi modelli produttivi ”.
Nei prossimi anni si determinerà, quindi, un lento ma progressivo calo dei pagamenti diretti per ettaro di superficie, che si andranno uniformando, su tutto il territorio regionale, intorno alla cifra di 300 euro per ettaro.
Quando questa rimodulazione sarà entrata a regime, intorno al 2022, il territorio di Marsciano potrà contare su circa 3 milioni di euro rispetto ai 4.970.000 euro del 2013, con una riduzione, quindi, del 50%.
“Tutto questo – spiega Frascarelli – rende quindi necessario l’individuazione di strategie nuove e competitive, sia in campo agricolo che zootecnico, che devono essere messe in campo dalla politica e dalle imprese per far trovare il territorio pronto quando la nuova Pac entrerà a regime”.
Per quanto riguarda lo stato di salute del comparto agro-zootecnico a Marsciano va rilevato che tra il 1982 e il 2010 il numero delle aziende agricole è diminuito del 29%, un dato che comunque è decisamente inferiore rispetto al dato umbro (39%) e italiano (48%).
Nello stesso periodo è diminuita anche la superficie agricola passando dai 12.356 ettari del 1982 ai 10.015 del 2010 (-19%). In questo caso va però registrato che tale diminuzione si è quasi completamente concentrata nel periodo 1982-1990. Negli ultimi 20 anni, infatti, si sono persi “solo” 100 ettari di superficie, contrariamente a quanto accade in Umbria e in Italia dove la diminuzione è concentrata negli ultimi anni.
Per quanto riguarda la dimensione media delle aziende marscianesi il dato del 2010 è di 12 ettari, maggiore del dato medio umbro, che è di 9 ettari e di quello italiano che è di 8.
Tutto questo conferma la presenza a Marsciano di un comparto agricolo importante, tenendo anche conto della qualità della produzione con il 26% della aziende del comune che produce prodotti Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta), con il 5% della superficie agricola destinata a tali produzioni.
Sul fronte zootecnico Marsciano ha assistito dal 1982 al 2010 ad un progressivo calo del numero di allevamenti di bovini e, in modo ancor più pronunciato rispetto al resto del Paese, del numero di capi allevati, che sono passati dai 3.231 del 1982 ai 728 del 2010 (-77%).
Stessa sorte per il settore suinicolo. Dei 468 allevamenti di suini presenti nel comune di Marsciano nel 1982 ne restano solo 25 nel 2010 (-94%). Calano anche i capi allevati ma in maniera molto meno consistente. Si passa infatti dai 38.376 del 1982 ai 22.249 del 2010 (-42%).
Fenomeno, questo del calo dei capi suini allevati, che riguarda l’Umbria (-55%) ma non la situazione nazionale dove si registra un aumento del 5%. Questi numeri sui suini confermano che il rapporto capi/azienda si è impennato: si rilevano allevamenti più grandi e specializzati.
Gli ultimi dati il prof. Frascarelli li ha riservati alla ricettività agrituristica. La presenza di agriturismi nel comune di Marsciano, intesa come percentuale di aziende agricole con agriturismo, è più ridotta rispetto a quanto accade a livello provinciale e regionale, seppure superiore rispetto al dato nazionale.
E tuttavia l’agriturismo occupa un posto centrale nella recettività turistica del comune di Marsciano con ben 15 strutture che, grazie a 207 posti letto, garantiscono la maggiore recettività sul territorio comunale.











