A Perugia si discuterà delle opportunità offerte dalla nuova programmazione 2014-2020 dei PSR e della politica agricola comunitaria per la gestione dei futuri piani di sviluppo sostenibile delle aree rurali. Ad aprire la due giorni dedicata all’argomento che coinvolgerà il mondo ambientalista, le associazioni di consumatori, i produttori agricoli, gli organismi di controllo, il mondo della ricerca, ma anche tutti gli altri attori impegnati nella promozione e nello sviluppo dell’agricoltura biologica in Italia ed in Europa.
Il giorno successivo, il 22 novembre, a Todi, presso l’Istituto Agrario Ciuffelli-Einaudi, la due giorni proseguirà con un workshop su “Le opportunità per i giovani agricoltori nei nuovi piani di sviluppo rurale”. A chiusura dell’evento si terrà la cerimonia di premiazione per il Premio per tesi di laurea in agricoltura biologica e biodinamica a cura della Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica (FIRAB).
Per la sua essenza di metodo che risponde alle esigenze di rispetto della salute di chi lo consuma, dell’ambiente in cui è praticato e di chi lo coltiva; per l’evidenza rilevata di unico settore in crescita dell’agroalimentare nonostante la crisi che attraversa il Paese; per il ruolo di traino dell’export del made in Italy; per la sua spiccata vocazione alla multifunzionalità che ha nell’agricoltura sociale uno degli elementi di qualità, non può più accontentarsi di una risicata misura a cui dare un contributo, spesso anche poco incentivante rispetto all’agricoltura convenzionale, per l’occasione chiamata integrata.
E’ necessario come primo passaggio fondamentale che l’Italia nel suo insieme e ogni Regione stabilisca degli obiettivi sui quali, poi, tarare gli interventi.
Stabilire che nei prossimi 7 anni l’agricoltura biologica italiana deve raggiungere almeno il 20% della SAU nazionale, il 10% dei produttori, il 30% degli acquisti pubblici ed il 15% dei consumi delle famiglie è un obiettivo largamente praticabile, se solo ci fosse la volontà politica di raggiungerlo, innanzi tutto destinando risorse adeguate.”
In Europa ci sono più di 186mila aziende agricole biologiche che coltivano una superficie di 9,6 milioni di ettari, ossia il 5,4 per cento della superficie agricola totale dell’unione europea, rileva il rapporto "Fatti e Cifre sull’Agricoltura Biologica", è stato pubblicato lo scorso martedì dalla Commissione Europea.
Il rapporto mostra che nel complesso, le aziende biologiche in Europa sono più grandi di quelle convenzionali e la loro gestione avviene da parte di giovani.
La maggiore quota di superficie biologica è rappresentata dai pascoli permanenti (45%), seguiti da cereali (15%) da colture permanenti (13%). oltre al pollame, che fa registrare il numero più alto di animali biologici, il resto della zootecnia bio è composto da pecore (46%) e da bovini (30%












