Si è conclusa con grande successo di pubblico e contenuti, la due giorni che AIAB ha organizzato con la Regione Umbria e l’ IFOAM EU.
La conferenza di Perugia ha definito con chiarezza gli obiettivi e le proposte del biologico italiano e a questo primo passaggio seguirà il lavoro che AIAB svilupperà su tutti i tavoli nazionali e regionali: "Definire l’obiettivo a cui si vuole portare il biologico al termine dei sette anni di programmazione è l’indispensabile passaggio per realizzare interventi efficaci e monitorabili – cha detto Vincenzo Vizioli presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica – noi puntiamo ad un bio che raggiunga almeno il 20% della SAU (Superficie Agricola Utilizzabile) regionale e nazionale, il 10 % dei produttori, il 30% degli acquisti pubblici ed il 15% dei consumi delle famiglie".
L’assessore regionale umbro all’agricoltura, Cecchini ha assicurato che “ stiamo lavorando per i nuovi Piani di Sviluppo Rurale e se l’accordo finanziario previsto sulla vecchia programmazione per l’Italia era di 8,9 miliardi, per la prossima ne sono previsti 10,4 miliardi da investire sul secondo pilastro, si tratta di circa 1,4 miliardi in più rispetto alla vecchia programmazione".
La riforma della Pac 2014-2020 porta molteplici innovazioni a tutte le componenti del sostegno agricolo: i pagamenti diretti, le misure di mercato e la politica di sviluppo rurale.
Tuttavia, l’architettura giuridica della nuova Pac rimane quella attuale con due pilastri, tre strumenti e due fondi.
Il primo pilastro comprende gli interventi di mercato e il regime di pagamenti diretti agli agricoltori.
Il secondo pilastro promuove lo sviluppo rurale. La novità di questa riforma consiste nella possibilità di presentare sottoprogrammi (ad esempio riguardo i giovani agricoltori, i piccoli agricoltori, le zone montane, le filiere corte) che beneficiano di aliquote di sostegno più elevate.
Tuttavia, l’architettura giuridica della nuova Pac rimane quella attuale con due pilastri, tre strumenti e due fondi.
Il primo pilastro comprende gli interventi di mercato e il regime di pagamenti diretti agli agricoltori.
Il secondo pilastro promuove lo sviluppo rurale. La novità di questa riforma consiste nella possibilità di presentare sottoprogrammi (ad esempio riguardo i giovani agricoltori, i piccoli agricoltori, le zone montane, le filiere corte) che beneficiano di aliquote di sostegno più elevate.
E in tutto ciò il bio regionale non parte da zero: di 35 milioni di euro predisposti come pacchetto di risorse esistenti per il bio dai fondi provenienti dal precedente PSR Umbria, rimangono ancora da spendere 15 milioni di euro da destinare al mantenimento della produzione biologica.
Secondo AIAB "una sola misura a sostegno del bio non può bastare, serve appunto una strategia per valorizzare un metodo di produzione ecocompatibile e multifunzionale, che la PAC ha, per l’ennesima volta mortificato" come ha sostenuto nelle conclusioni Andrea Ferrante, responsabile settore esteri di AIAB.
Nel merito della posizione sul bio dell’Unione Europea, entra Marco Schlueter, direttore della Federazione Internazionale del Movimento per l’Agricoltura Biologica (IFOAM EU) sottolineando chr: "La buona notizia della PAC è che gli Stati membri hanno l’autonomia per fare realmente una efficace programmazione dei PSR, la cattiva notizia è che non sono obbligati a farlo per forza". "Ciò che conta adesso – sottolinea Shlueter – è assicurare che l’agricoltura biologica non diventi vittima di questo successo, visto che qualcuno ipotizza il doppio pagamento PAC e PSR, in contrasto con la normativa".
Inoltre in Europa c’è bisogno di favorire il ricambio generazionale ed offrire continuità e innovazione in agricoltura considerando soprattutto il fatto che in Europa un terzo degli agricoltori è over 65 mentre solo il 6% del totale ha un’età inferiore ai 35 anni. Lo ha sostenuto Matteo Bartolini, presidente del CEJA (Consiglio Europeo Giovani Agricoltori).
Rimarcata poi l’esigenza di un sostegno alla zootecnia che, come sottolineato dal Dottor Franco Garofalo dell’assessorato all’agricoltura regionale "in Umbria ha visto una specifica maggiorazione del premio alle aree pascolo e alle foraggiere, quando legate all’allevamento, richiesta proprio da AIAB nella revisione di medio termine dell’attuale PSR".
Tante le questioni delicate da risolvere e tra queste la mancanza di sincronia tra nuovo PSR che in Umbria riuscirà a partire nel 2015, mentre il primo pilastro della PAC partirà il primo gennaio 2015 e persistono ancora elementi di criticità per poter avviare il processo di allineamento: tra questi, il problema di dare una definizione di "agricoltore attivo": l’articolo 30 del regolamento PAC prevede che ogni Stato membro debba definire questo concetto per poter usufruire degli strumenti messi a disposizioni dalla Comunità Europea.








