La risposta era scontata e la polemica dimostra o quanto poco siano informati i polemisti o quanto la loro voglia di visibilità fa premio sulle cose serie.
Il problema è caso mai un altro: il numero dei dirigenti nella struttura regionale, ma anche qui l’azione di riduzione è in corso.
Ha avuto quindi buon gioco l’assessore regionale umbro alle Risorse Umane Vincenzo Riommi che ha replicato così:“Premi e regalìe esorbitanti” per i dirigenti regionali, come si legge in alcuni articoli apparsi sulle pagine locali dei quotidiani?
“Certo che no, è una polemica sorprendente, che ignora i reali termini della questione: non si tratta di premi, ma dell’applicazione del contratto nazionale di lavoro, che prevede, nella retribuzione, una parte fissa ed una parte variabile: e anche quest’ultima (erogata sulla base della valutazione relativa agli obiettivi assegnati e ai risultati conseguiti, NdR) è una componente obbligatoria della retribuzione, nel senso che è prevista dal contratto nazionale collettivo di lavoro, e quindi soggetta a norme vincolanti”.
Ove un dirigente vero non avesse nulla della retribuzione variabile avrebbe uno stipendio poco diverso da quello di un suo impiegato
In merito alla consistenza dei dirigenti, Riommi sottolinea come ” la dirigenza regionale sia stata notevolmente ridotta, così che oggi, a seguito della riorganizzazione operata, sono 63 le posizioni dirigenziali ricoperte (e nei prossimi due anni ci sarà una ulteriore riduzione di 10 unità).
Oltre a questo, il fondo della dirigenza di tre milioni di euro previsto dal contratto nazionale – sottolinea l’assessore, dando atto ai sindacati a agli stessi dirigenti di un “forte senso di responsabilità”, a fronte della difficile situazione economica del paese – è stato decurtato dal 2012 di circa 600 mila euro: una cifra risparmiata consistente (operata fra l’altro in un quadro di blocco delle retribuzioni), che verrà destinata a politiche ed azioni a sostegno dell’occupazione, con una particolare attenzione ai problemi del precariato.
Già dall’anno scorso la Regione ha comunque stabilito un “tetto” invalicabile per le retribuzioni, pari a quei 150 mila euro lordi, che corrispondono al trattamento economico del presidente della giunta regionale.
“La riduzione della spesa per il personale – sottolinea ancora Riommi – rappresenta una delle nostre principali priorità: nel periodo 2010-2013, il progressivo contenimento della spesa è stato di 5 milioni di euro, un ‘trend’ – ha concluso – su cui continuiamo a lavorare”.








