Il 2013 sarà ricordato in molti comuni umbri ed anche a Massa Martana come l’anno della Tares, la tassazione sui rifiuti, fonte di polemiche, proteste e malumori.
Stiamo parlando di una vicenda che si dovrebbe chiudere con il 2013, perché dall’anno prossimo la tassazione sui servizi forniti dagli Enti locali sarà organizzata diversamente, secondo quanto deciso dal Governo centrale con la legge di stabilità.
Ma di questi tempi c’è da giurare che cambierà il nome non la sostanza, quindi ven vengano i chiarimenti da chi si ente preso di mira dalle critiche
“Proprio per la confusione, spesso creata ad arte, che regna sulla Tares, dice il sindaco, Maria Pia Bruscolotti, bisogna fare chiarezza sulla vicenda, perché non ci siano dubbi sui comportamenti e le responsabilità di tutti i soggetti interessati, in primo luogo quelli dell’Amministrazione comunale, in modo che i cittadini possano giudicare sui fatti veri.
Due sono le questioni essenziali.
1. L’amministrazione comunale di Massa Martana ha chiesto – sempre e in ogni sede – la cancellazione della Tares, la sua non applicabilità, temendo, a ragion veduta, che questa tassazione avrebbe potuto penalizzare i cittadini e la stessa Amministrazione. Richiesta formalizzata in una delibera.
Il Governo centrale ha deciso diversamente, nonostante, la richiesta di abolizione della Tares fosse sostenuta da un fronte ampio di amministratori locali. Conseguenze: con la tassa precedente (Tarsu) il costo per la raccolta dei rifiuti gravava per l’80% sui cittadini, per il 20% sul Comune; con la Tares il costo si scarica interamente sui cittadini; con la Tares, inoltre, lo Stato ha deciso di trattenere per sé 30 centesimi per ogni metro quadro sottoposto a tassazione.
La Tares si compone di un quota fissa (la metratura delle abitazioni e degli esercizi commerciali) e di una variabile, legata per le utenze domestiche al numero dei componenti il nucleo familiare; per gli esercizi commerciali legata alla quantità di rifiuti potenzialmente riproducibili.
Per calcolare queste quote variabili il Governo centrale ha fissato i nuovi coefficienti: per le utenze domestiche 6 categorie, a seconda dei componenti del nucleo familiare, da 1 a 6 e oltre); per le utenze non domestiche 21 categorie per i Comuni con meno di 5000 mila abitanti.
Ed è sempre il Governo che ha stabilito i rincari dei nuovi coefficienti rispetto ai vecchi, che ha fissato la forbice tra tariffa minima e tariffa massima, entro le quali ogni Comune avrebbe potuto muoversi. Il Governo ha detto di ispirarsi al criterio secondo il quale si paga in proporzione ai rifiuti prodotti. Intenzione buona, ma che nei fatti si è concretizzata in rincari generalizzati, con picchi alti e massimi per alcune tipologie commerciali, fino ad incrementi del 100% e oltre. Tre categorie, tra le altre, le più penalizzate: bar, ristoranti, negozi di fiori e ortofrutta. Alla luce di tutto ciò si può ben capire perché l’Amministrazione comunale di Massa (e non da sola) ha chiesto fino all’ultimo di togliere di mezzo la Tares.”
2. “Il Comune – spiega l’assessore Franco Valli, con delega al bilancio, alle politiche ambientali e alla gestione dei rifiuti – si è trovato, quindi, a potersi muovere soltanto nell’ambito della forbice fissata ulteriormente dal Governo.
Con un paradosso: un provvedimento del Governo va a gravare sulle famiglie e sulle attività produttive in un momento di gravissima crisi economica, di tagli continui alle risorse degli Enti locali e mentre Massa Martana imboccava la strada virtuosa della raccolta differenziata porta a porta: che si è rivelata, peraltro, uno straordinario successo, grazie al determinante contributo dei massetani. Basti dire che Massa è tra i 15 Comuni premiati dalla Regione per la percentuale di differenziata raggiunta (superiore al 65%) .
Tuttavia, l’Amministrazione locale ha fatto tutto quanto era nelle sue possibilità e cioè: applicare al minimo i coefficienti fissati dallo Stato. Si è cercato anche (e lo si farà ancora) di dare qualche sollievo ai nuclei familiari più in difficoltà e più colpiti dalla Tares, con contributi dei quali sino ad ora hanno già usufruito 60 famiglie. Si può fare qualcosa per chi nel 2013 paga il prezzo più caro della Tares? L’Amministrazione comunale sta portando avanti anche questa possibilità.”








