Una settimana fa il quotidiano milanese “La Stampa” aveva terrorizzato 175 comunità scrivendo “ Al ministero della Salute, la lista c’è già.Se Regioni e governo daranno il via libera, per i piccoli ospedali con meno di 120 posti letto, inseriti nel nuovo Patto per la salute, sarà l’ora di chiudere i battenti. Magari per essere riconvertiti in quelle strutture per la riabilitazione o per le lungodegenze che scarseggiano”.
Un ingrandimento della mappa pubblicata dal quotidiano torinese mostrava che in Umbria di ospedali da chiudere non ce n’erano, ma il principio preoccupava
Poi la Presidente Marini ha, in Umbria ed altrove, tranquillizzato indirettamente tutti “Un patto (della salute) che, per i suoi contenuti innovativi basati essenzialmente sul principio di responsabilità, ci consentirà di poter salvaguardare l’autonomia dei sistemi sanitari”.
Ed in effetti col sistema dei costi standard ogni Regione se la dovrà sbrigare da sola per rientrare nei parametri di spesa, purchè lo faccia; l’Umbria lo ha già fatto








