Il Tar Lazio ha detto no alla riduzione dell’orario scolastico negli istituti tecnici e professionali. Con sentenza numero 3527/2013 (presidente Evasio Speranza, estensore Pierina Biancofiore) il Tar, sezione III bis, ha accolto il ricorso dello SNALS-Confsal, annullando i provvedimenti che riducevano l’orario complessivo annuale delle classi seconde, terze e quarte degli istituti tecnici e professionali.
Il taglio era avvenuto nel 2010, quando, per effetto della riforma Gelmini-Tremonti, l’orario scolastico degli istituti tecnici e professionali era passato dalle 36-44 ore in media a 32, con una riduzione del 20% delle materie insegnate
La sentenza emessa nell’aprile scorso, ma che è passata in giudicato solo ai primi di dicembre non avendo il Governo esercitato il diritto a ricorrere al Consiglio di Stato, dovrebbe comportare il ripristino delle ore di insegnamento e delle cattedre.
In altre parole, nuovi posti di lavoro per gli insegnanti, ma il Governo non sembra mostrare eccessiva fretta anche se nella sostanza il Tar pretende il rispetto di direttive europee ed anche i sindacati della scuola, ad eccezione dello Snals, sembrano non aver preso molto a cuore la questione.
Da parte sua lo Snals-Confsal auspica che il ministro “rispetti la decisione del Tar. In caso contrario, il sindacato continuera” a portare avanti le proprie iniziative a tutela degli insegnanti, degli studenti e delle loro famiglie”
Nel ricorso il sindacato sottolineava che per effetto dei provvedimenti impugnati “paradossalmente ciò comporta che usciranno ragionieri che avranno studiato meno discipline economico aziendali e meno matematica applicata; aspiranti meccanici che avranno studiato meno meccanica e meno laboratorio e così via dicendo per tutti gli insegnamenti qualificanti dei due istituti.”












