UniCredit Foundation è la fondazione d’impresa costituita nel 2003 al fine di contribuire allo sviluppo della solidarietà e della filantropia nelle comunità e nei territori in cui opera, prioritariamente nelle aree geografiche in cui è presente UniCredit (22 Paesi, tra Europa e centro Asia).
Attraverso il trasferimento di risorse economiche e di competenze gestionali tipiche dell’impresa, UniCredit Foundation sostiene progetti significativi per impatto sociale e innovazione, realizzati da organizzazioni non profit locali.
Poco alla volta, centesimo per centesimo, grazie ai contributi raccolti nel 2013 con UniCredit Carta Etica – la carta di credito che raccoglie il 2 per mille di ogni spesa effettuata alimentando un fondo destinato a iniziative e progetti di solidarietà e supporto a favore di persone in difficoltà – arriva in Umbria un contributo di 24mila euro destinato all’acquisto di beni funzionali all’attività sociale svolta da 3 organizzazioni Non-Profit attive nelle province di Perugia e Terni e aderenti a Il Mio Dono, la rete di solidarietà di UniCredit.
I tre progetti finanziati in Umbria sono dedicati ad Associazioni che operano sul fronte della malattie e della disabilità e del disagio sociale: AUCC Perugia, Associazione umbra per la ricerca e la lotta al cancro, CIPSS Terni-Narni impegnata nella realizzazione di interventi domiciliari e scolastici di assistenza e sostegno psicosociale e gestione di comunità educative e riabilitative per minori e disabili adulti, Babele di Corciano, cooperativa sociale operante nel settore socio – sanitario ed educativo.
“Da otto anni i nostri clienti, utilizzando Carta Etica hanno contribuito a supportare progetti di utilità sociale in tutta Italia per oltre 10 milioni di euro. – ha ricordato Luciano Bacoccoli, Area Manager Umbria di UniCredit – Con l’aiuto di UniCredit Foundation, attraverso le iniziative legate a Carta E, individuiamo alcune tra le tematiche sociali più urgenti a cui destinare i fondi raccolti.
Per confermare l’attenzione del nostro Gruppo alle esigenze delle fasce della popolazione più deboli e per dare in concreto una risposta alle esigenze del territorio”.










