Giovanna Vignola, perugina doc, coprotagonista del film "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, lancia un messaggio chiaro alle mamme di bambini acondroplasici
la-grande-bellezza-giovanna-vignola-sul-set-del-film-

Un pezzetto del Golden Globe parla umbro, parla donna e parla di una rara malattia che non ha impedito a Giovanna Vignola, perugina doc, coprotagonista del film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, di affrontare con successo anche questa grande avventura cinematografica.

 La pellicola ha battuto il film francese “La vita di Adele”, quello danese “Il sospetto”, l’altro film d’oltrecortina firmato Asghar Farhadi “Il passato” e il film d’animazione di Hayao Miyazaki “Si alza il vento”.

Il premio, assegnato da una giuria di giornalisti, spesso è stato un indicatore importante in vista degli Oscar le cui nomination sono previste il 16 gennaio.

“Credo che questo sia un film – ha affermato Vignola – che fa riflettere, che tocca un nervo scoperto della nostra società incentrata sulla predilezione dell’io. Sorrentino ha scelto per il personaggio di Dadina una persona ‘diversa’, affetta da acondroplasia, segnando il riscatto delle persone affette dal volgarmente detto ‘nanismo’ che nei film hanno spesso solo ruoli divertenti.

Vedere Dadina, amica-confidente del protagonista e direttrice di un giornale, lancia un messaggio chiaro alle mamme di bambini acondroplasici: “I vostri ragazzi sono belli e intelligenti e saranno dignitosamente inseriti nella società, nonché valutati per quello che valgono”.

 

condividi su: