"Luogo che non segrega ma che dà fiducia al malato, lo stimola alla vita, gli conserva una normalità"
Todi Plazzo francisci da sopra

In un articolo di Claudia Sarritzu su cagliari.globalist.it, si può leggere questo:

“In Sardegna un genitore di figlio maggiorenne affetto da disturbi alimentari, deve attendere che il figlio sia in fin di vita per poterlo salvare, attraverso l’alimentazione forzata.

L’esperienza di Todi in Umbria nel centro DCA Palazzo Francisci, qui resta un sogno, è un luogo che non segrega ma che dà fiducia al malato, lo stimola alla vita, gli conserva una normalità che in un ospedale non troverebbe mai.La prima cosa che mi ha colpito è che nel centro non c’erano le reti fissate da un piano a un altro, ho avuto paura, e se si fosse buttata di giù? La fame fa impazzire, sai, anche se te la auto infliggi– Me lo dice guardandomi negli occhi questa madre che ha visto tutto.

Ma questa non era la sola paura provata da questa famiglia sfibrata, anche quella di dover stare lontani dalla ragazza per molte settimane, lasciarla lì e tornarsene in questa Isola che non sa curare neppure i suoi figli.”

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