Tamtam dedica uno spazio riservato alla questione della paventata chiusura del punto nascita presso l'ospedale comprensoriale della media valle del Tevere umbro per rendere note le posizioni già espresse e quelle che di volta in volta saranno espresse sull'argomento
punto nascita da chiudere

Domenica scorsa, dall’Ospedale della Media Valle del Tevere, è partita, simbolicamente, la raccolta firme a favore del mantenimento del punto nascita del nosocomio comprensoriale. I consiglieri comunali di Todi Moreno Primieri e Floriano Pizzichini insieme ad altri consiglieri della Media Valle del Tevere e numerosi cittadini si sono incontrati per dare il via ad un’azione attraverso la quale si intende lanciare un forte e chiaro segnale alla regione dell’Umbria, ai dirigenti delle Asl e delle aziende ospedaliere regionali.
Un gesto, quello della raccolta di firme, teso a scongiurare la più volte ventilata chiusura del punto nascita dell’Ospedale della Media Valle del Tevere. L’ospedale sito in Pantalla, recentemente inaugurato, raccoglie un bacino di oltre 60 mila cittadini in sette importanti comuni, su uno dei territori più vasti dell’intera regione umbra. I cittadini della media valle non possono vedersi sottrarre un servizio primario come quello del punto nascita, simbolo stesso della vitalità di una struttura su cui le istituzioni hanno investito, solo pochi mesi or sono, decine di milioni di euro.
La necessaria razionalizzazione dei costi della sanità umbra, parametrata su risorse nazionali sempre più scarse, non può determinare la soppressione di tale servizio sanitario in considerazione dell’alta qualità espressa dallo stesso e dei pesanti disagi per la popolazione che scaturirebbero dalla sua chiusura. E’ del tutto evidente, infatti, che il carattere naturale del parto, non certo assimilabile ad altre tipologie di intervento medico, tuttavia, presenta a volte un carattere di urgenza che, in assenza di strutture limitrofe, può determinare spiacevoli eventi, soprattutto se si considera che alcune aree del nostro territorio sono mal collegate alle principali arterie stradali. Se si deve razionalizzare i costi, esistono nel nostro sistema locale numerosi esempi di enti e partecipate su cui si possono effettuare tagli, destinando le risorse necessarie al mantenimento di servizi fondamentali per la cittadinanza.
Parallelamente alla raccolta firme verrà presentato un ordine del giorno da portare all’attenzione del Conssiglio Comunale, affinchè anche il massimo organo di rappresentanza cittadina si esprima rispetto alle ipotesi di chiusura. Per tali semplici ed elementari ragioni intendiamo pertanto contrastare con fermezza qualunque ipotesi che preveda la chiusura o il ridimensionamento, attraverso inaccettabili palliativi, del reparto di ostetricia ed il conseguente depauperamento del nostro Ospedale comprensoriale e si invitano tutti i cittadini ad adoperarsi in questa battaglia di civiltà.
I Consiglieri comunali Moreno Primieri e Floriano Pizzichini

Il Comitato Civico Aria Nuova per Todi si unisce all’importante iniziativa che vedrà nelle prossime settimane amministratori, associazioni e singoli cittadini della Media Valle del Tevere impegnarsi nella raccolta firme per evitare la soppressione del punto nascita dell’Ospedale Comprensoriale della Media Valle del Tevere sito in Pantalla. Sarà una lunga e dura battaglia, non possiamo permettere che l’Ospedale Comprensoriale perda un ulteriore tassello a meno di 3 anni dalla sua nascita, ricordiamo che offre servizio a 7 comuni del comprensorio per un bacino di utenza totale di circa 60.000 persone.
Già quest’estate Aria Nuova per Todi aveva messo alla luce alcune problematicità di tale Ospedale Comprensoriale, che a meno di 3 anni dalla nascita, dopo un “sacrificio” economico della collettività di molti milioni di euro, non può permettersi di perdere per strada poco alla volta pezzi così importanti. Questa storia rientra nel discorso da noi portato avanti qualche tempo fa dove denunciavamo non vogliamo un bell’ospedale ma un ospedale funzionante pertanto anche le responsabilità politiche di chi ha deciso di spendere soldi pubblici e ora vuole chiudere un reparto vitale. Con questo articolo di adesione proponiamo a tutte le forze in campo e alle forze che hanno proposto questa iniziativa di organizzare dei banchetti per la raccolta firme in tutte le zone più frequentate del comprensorio per dimostrare che i cittadini si sono stancati di dover sopportare tutte queste inefficienze.
Ricordando sempre che sono stati spesi 40 milioni di euro e a distanza di qualche anno ci ritroviamo a dover parlare di una chiusura di un reparto. Questo non è che l’inizio, come abbiamo dimostrato già quest’estate abbiamo delle proposte serie e concrete alle quali stiamo lavorando, studieremo dettagliatamente come poter salvare il nostro ospedale, siamo disponibili alle proposte ed al confronto e porteremo sui tavoli del Consiglio Comunale le nostre idee, starà a loro poi dibatterle, motivarle ed ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità.
Aria Nuova per Todi

La strumentale iniziativa assunta dal magmatico raggruppamento della destra tuderte sui servizi sanitari del nuovo ospedale non ha nulla a che vedere con il futuro della nostra sanità. E’ piuttosto in gran parte collegata alla battaglia interna all’ex PDL per conquistare visibilità e la futura leadership del centrodestra dopo l’implosione avvenuta di recente.

 Si tratta di una azione in continuità con le battaglie perse negli ultimi vent’anni, perse perché strumentali e conservatrici. Tutti ricordano il “no!” all’ospedale unico, il “no!” all’ospedale collocato a Pantalla, il “no!” al distretto collocato nell’ex nosocomio di Porta Romana, per finire con le ridicole manifestazioni per quattro gatti promosse dall’allora sindaco Ruggiano e dalla sua alleanza.

 Per fortuna le cose sono andate diversamente, la media valle del Tevere ha un ospedale nuovo che funziona, Todi ha un polo dei servizi di base che funziona.

 E’ un dato di fatto riconosciuto che la sanità in Umbria funziona ed è finanziariamente sostenibile grazie all’impegno e al lavoro di chi governa la Regione, del management e dei professionisti medici e paramedici. Il riconoscimento viene dal Governo Nazionale, dal sistema delle autonomie locali, dagli specialisti del settore.

 Non dimentichiamo infatti che la Regione Umbria è stata la migliore per quanto riguarda la spesa sanitaria e farà da punto di riferimento per i costi standard (insieme a Emilia Romagna e Veneto) ed è tra le prime regioni per qualità dei livelli assistenziali. Questi risultati devono spingere tutti a guardare al futuro per superare le criticità ancora presenti, essere al passo con le più moderne tecniche e con le nuove esigenze dei cittadini.

 Siamo alla vigilia del nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale che dovrà prevedere un sistema integrato, pubblico e senza inutili duplicazioni di servizi tradizionali a scapito di quelli più moderni e specialistici.

 Noi vogliamo essere, e lo saremo, dentro questo percorso innovativo che dovrà riguardare tutti i servizi oggi presenti nell’ospedale di Pantalla, dalla chirurgia alla pediatria, dalla medicina generale al punto nascita, al pronto soccorso con l’obiettivo di migliorarne sia la qualità sia la quantità. Questo deve valere anche per i servizi di territorio, dall’assistenza alla prevenzione.

 A poco serve oggi la petizione messa in campo dalla destra tuderte. Sarebbe stato più opportuno ed efficace rivolgersi negli anni scorsi ai governi nazionali (quelli di Berlusconi in primis) che hanno legato la sopravvivenza dei punti nascita al mero dato quantitativo di 500 parti all’anno.

 Noi pensiamo che dalla riorganizzazione regionale possa venire una risposta positiva anche per il futuro del punto nascita. Faremo la nostra parte per garantire un futuro all’ospedale della Media Valle del Tevere che sia adeguato ai bisogni dei cittadini, senza anacronistici campanilismi, senza arroganza ma con determinazione. Già nei prossimi giorni inizieremo a promuovere incontri pubblici su questo tema importante e strategico per tutto il territorio.
Partito Democratico, Todi

 

In qualità di consiglieri del Comune di Monte Castello di Vibio eletti nella  lista “Innoviamo Monte Castello di Vibio”, intendiamo aderire all’iniziativa che in questi giorni vede molti amministratori, attivisti e cittadini della Media Valle del Tevere spendersi per il mantenimento del punto nascita dell’Ospedale comprensoriale.

E’ da alcuni mesi che  trapela  sulla stampa locale l’ipotesi della possibile chiusura di quattro punti nascita regionali, fra i quali quello della Media Valle del Tevere, senza che vi sia stata mai una posizione ufficiale a confermare o smentire tale eventualità.

E’ evidente che questa ipotesi creerebbe enormi disagi a tutto il nostro territorio e non di meno ai cittadini del Comune di Monte Castello di Vibio.

La soppressione di questo reparto avrebbe pertanto conseguenze estremamente negative per tutte le donne che si trovano, nell’arco della gestazione, a dover accedere a questo importante servizio sanitario e non di meno determinerebbe l’eventualità che i cittadini di un territorio che si estende per sette comuni, con più di 60 mila abitanti, si trovino costretti a far nascere i propri figli a cinquanta chilometri di distanza. Il punto nascita della Media Valle del Tevere gode di grande stima ed apprezzamento, nonostante in questi anni si siano perse alcune note  professionalità che con tutta evidenza hanno condizionato in negativo il numero dei parti. Noi crediamo che un investimento straordinario di risorse come quello impiegato per l’ospedale unico comprensoriale, imponga strategie politiche e dirigenziali tese a rafforzare e migliorare la qualità dei sevizi e non volte a depotenziarli fino al punto di doverli chiudere. E’ con queste convinzioni che aderiremo alla raccolta firme con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini tutti e per dare un forte segnale ai livelli istituzionali che hanno l’onere di decidere su tale delicata questione.
Ciucci Matteo, Daniela Brugnossi e Costantino Pancrazi

Il punto nascita della media valle del Tevere non può essere chiuso. Le insistenti notizie che vedrebbero la soppressione di alcuni punti nascita della regione, fra cui quello dell’ospedale comprensoriale, non hanno sin qui visto una chiara e netta posizione della giunta regionale e dei vertici della Asl, lasciando nel limbo dell’incertezza decine di migliaia di cittadini.

Marsciano, nel nome della razionalizzazione e del ridimensionamento dei costi ha pagato lo scotto perdendo la propria struttura ospedaliera che, per scelte politiche mai condivise ed imposte dai soliti noti, è stato collocato al di fuori del nostro territorio. Che tale sacrificio si dovesse concretizzare in una struttura che, invece di  vedere il potenziamento del numero e della qualità dei servizi ospedalieri, incappasse addirittura nella soppressione di alcuni di essi, sarebbe francamente inacettabile.

Marsciano è uno dei principali comuni della media valle del Tevere e riteniamo incomprensibile il silenzio dell’attuale amministrazione comunale di fronte alla concreta ipotesi di chiusura del punto nascita. Comprendiamo l’imbarazzo di chi, come il Sindaco Todini, militando nello stesso partito degli amministratori regionali, si trova con le “mani legate” non potendo prendere una scomoda posizione di contrasto anche quando certe scelte non siano oggettivamente condivisibili. Tuttavia l’idea che il nostro ospedale sia depotenziato e perda servizi essenziali con la scusa della  razionalizzazione dei costi, quando in Umbria  si continuano a mantenere un numero esagerato di Asl ed aziende ospedaliere, con conseguenti dirigenti e apparati, si continua a dare premi di migliaia di euro ai dirigenti regionali, per non parlare degli sprechi derivanti da decine di enti inutili, ha francamente dell’inconcepibile. Per tali semplici ragioni, in questi giorni costituiremo anche a Marsciano un comitato per la raccolta firme contro la chiusura del punto nascita, al fine di sensibilizzare e spronare l’opinione pubblica su un tema di così grande importanza .
Marco Pettinari

Come consigliere comunale di Fratta Todina esprimo ferma contrarietà alla ventilata ipotesi di chiusura del punto nascita presso l’ospedale di Pantalla, sposando la posizione espressa già da alcuni consiglieri del Comune di Todi. Dopo aver speso milioni e milioni di euro per la nuova struttura ospedaliera è inaccettabile che questa venga privata del punto nascita: si configurerebbe non solo come l’ennesima perdita, per il nostro territorio, di servizi importanti , ma anche come un gravissimo danno per l’utenza. Chiudendo il punto nascita si condanna alla declassazione un ospedale nuovo costato alla collettività più di quaranta milioni di euro e si penalizza un territorio che ospita 60.000 abitanti. E il silenzio del Sindaco di Fratta Todina su questa vicenda è sempre più assordante. Nella convinzione che il punto nascita di Pantalla non solo debba essere difeso, ma addirittura potenziato e valorizzato, mi unirò all’iniziativa promossa per domenica presso l’ospedale e sarà mia cura contribuire a dar seguito alla raccolta firme anche nel mio territorio , per difendere questo importante servizio per tutti i cittadini della Media Valle del Tevere.
Cinzia Moriconi- consigliere comunale Fratta Todina

Anche il centro destra di Massa Martana approva all’iniziativa partita dal
Comune di Todi in difesa del punto nascita dell’Ospedale della Media Valle del Tevere, promuovendo  sul proprio territorio una capillare raccolta firme .
Siamo seriamente preoccupati per le notizie che da mesi si rincorrono sulla stampa e che vedrebbero la soppressione di questo fondamentale servizio sanitario, simbolo della qualità, dell’effecienza e della vitalità di una struttura ospedaliera, non che la perdita di un segno di appartenenza ad un importante territorio dell’Umbria . La nascita di un’unica struttura
comprensoriale doveva portare alla definizione di un percorso di potenziamento dei servizi, in considerazione di un bacino di utenza che supera le 60mila persone e dell’accorpamento di professionalità che arrivavano dai due storici nosocomi di Todi e Marsciano. Purtroppo quelle che fino a ieri sembravano solo ipotesi sembrano prendere corpo anche alla luce del comunicato stampa emesso dal Pd tuderte, nel quale si cerca di spostare l’attenzione sulla qualità della sanità umbra per non dare risposte sul futuro del punto nascita di Pantalla.
Valuteremo in questi giorni le ripercussioni  che la chiusura del punto nascita  poterbbe apportare all’intera struttura, prendendo in considerazione servizi che, in virtù di tale chiusura, sarebbero condizionati negativamente.
Noi ci impegneremo, come sempre, per evitare scelte verticistiche ed
inappropriate ledano ancora i diritti dei cittadini contribuenti dietro
l’insigna della razionalizzazione dei costi che ancora una volta parte dai
servizi e non dagli sprechi.
Alcini Mellito  – Agnetti Gianluca

Il Sindaco di Marsciano Alfio Todini ed il Sindaco di Todi Carlo Rossini hanno indetto una conferenza stampa sul tema
“Il ruolo dell’Ospedale di Pantalla nel sistema sanitario regionale
Venerdì 24 gennaio 2014, ore 12.00, Sala Congressi Ospedale Media Valle del Tevere (Pantalla)
Alla conferenza interverranno il Sindaco di Marsciano Alfio Todini, il Sindaco di Todi Carlo Rossini, il Direttore generale della USL Umbria 1 Dottor Giuseppe Legato.
La conferenza stampa sarà preceduta da una visita alla struttura sanitaria da parte dei Sindaci fin dalle ore 11.

Dopo le mobilitazioni dei cittadini contrari alla paventata chiusura del punto nascita dell’Ospedale della Media Valle del Tevere di Pantalla, arriva la denuncia da parte dei Consiglieri comunali azzurri di Perugia e Marsciano, insieme alla lista civica “Progetto Marsciano” capeggiata da Gianmarco Cesari, secondo cui è opportuno – affermano i tre esponenti -, che la Regione dell’Umbria dica chiaramente cosa intenda fare.
“Si tratterebbe, eventualmente, di una decisione presa dall’alto, la cui valutazione è basata esclusivamente su parametri economici e non sulle reali esigenze del territorio” – afferma il capogruppo di Forza Italia al Comune di Marsciano Cristiano Costantini – che chiederà, nell’esclusivo interesse del territorio e fuori dalle logiche della strumentalizzazione politica, “un intervento del Ministero  della Salute sulla complessa materia che è contenuta nell’accordo Stato – Regioni del Dicembre 2010 che fissa in almeno 500 nascite/anno lo standard cui tendere nel triennio, ma che può prevedere eccezioni, sulla base di motivate valutazioni legate a specifiche condizioni geografiche.
Dello stesso tenore la presa di posizione del vice capogruppo di Forza Italia al Comune di Perugia Massimo Perari che segue con interesse gli sviluppi della vicenda, avendo origini tuderti. L’Avvocato perugino, chiede che la Regione dell’Umbria  tuteli la professionalità di tutti i sanitari del reparto della struttura ospedaliera di Pantalla, sapendo rispondere all’urgenza di un’ottimizzazione della distribuzione e della gestione delle risorse economiche ed umane che sono necessarie, avendo cognizione nel saper individuare le inefficienze burocratiche e gli sperperi che ci sono nelle Aziende sanitarie regionali dell’Umbria”.
Interviene anche la lista “Progetto Marsciano” e lo fa attraverso il suo rappresentante Gianmarco Cesari che denuncia “lo spreco di spesa pubblica pari a 35 milioni di euro che dovevano assicurare ai cittadini della Media Valle del Tevere una moderna assistenza sanitaria. La scelta è una violazione del diritto umano alla salute in quanto mette a rischio la vita delle gestanti in caso di ritardi ed emergenze”.
“Quindi – ribadiscono Cesari Costantini e Perari –  è necessario saper costruire attorno ad un tavolo bianco, il coinvolgimento di rappresentanti dei collegi professionali, delle associazioni di cittadini e mamme perché crediamo che i bambini e le mamme siano il riferimento attorno a cui orientare il punto nascita anche se non sempre le decisioni sono prese con questa stella polare. Quindi, in sostanza, bene sensibilizzare l’opinione pubblica – concludono i tre esponenti –  ma che questa sia di aiuto affinchè affinchè l’allocatore delle risorse sappia sicuramente dove e cosa è sinonimo di efficienza, qualità, appropriatezza”.
Segreteria Forza Italia

Desidero esprimere il mio disappunto per le notizie trapelate recentemente che rivelano la potenziale intenzione della Asl di sopprimere il punto nascita dell’Ospedale Comprensoriale della Media Valle del Tevere.
Il punto nascita della media valle del Tevere non può e non deve essere chiuso, anche alla luce del fatto che solo pochi anni fa sono stati spesi 40 milioni di euro di soldi pubblici per realizzare l’Ospedale Comprensoriale della Media Valle del Tevere, di cui il reparto di Neonatologia sarebbe dovuto essere stato uno dei fiori all’occhiello.
Le insistenti notizie che vedrebbero la soppressione di alcuni punti nascita della regione, fra cui quello dell’ospedale di Pantalla, non hanno sin qui visto una chiara e netta posizione della giunta regionale e dei vertici della Asl, lasciando nel limbo dell’incertezza decine di migliaia di cittadini. Ci auguriamo che la conferenza stampa indetta d’urgenza dalla Asl possa chiarire molti aspetti e rassicurarci sul futuro del Punto Nascita dell’Ospedale Comprensoriale.
Comprendiamo l’imbarazzo di chi, come la Giunta Rossini, militando negli stessi partiti degli amministratori regionali, si trova con le “mani legate” e preferisce non prendere una posizione chiara in difesa dei servizi del territorio.  Tuttavia l’idea che il nostro ospedale comprensoriale sia depotenziato e possa perdere servizi essenziali, con la scusa della  razionalizzazione dei costi, quando in Umbria  si continuano a mantenere un numero esagerato di Asl ed aziende ospedaliere, con conseguenti dirigenti e apparati e si continua a dare premi di migliaia di euro ai dirigenti regionali, risulta ai cittadini inconcepibile.
Per tali semplici ragioni, Fratelli d’Italia parteciperà alla raccolta di firme ed anche a tutte quelle iniziative che scongiurino la soppressione del Punto Nascita, almeno fino a che i dirigenti regionali della Asl non si ravvedano nei loro propositi, già a partire dalla conferenza stampa indetta per domani.
Claudio Ranchicchio – Consigliere Comunale di Todi – Responsabile Provinciale Fratelli d’Italia

 

I consiglieri di maggioranza del Comune di Collazzone aderiscono alla raccolta firme, avviata in questi giorni, per il mantenimento del punto nascita dell’Ospedale Comprensoriale della Media Valle del Tevere sito in Pantalla.
La prospettata chiusura di un reparto così importante è ritenuta inconcepibile tanto più per la motivazione addotta a sostegno della soppressione: la non rispondenza ai requisiti minimi; quando per requisiti minimi si intende l’insufficiente numero di parti in un anno (dato sicuramente non prevedibile), ma anche la mancanza di dotazioni tecnologiche (come la rianimazione), fatto conosciuto già in fase di progettazione della struttura.
Chiediamo il sostegno di tutti a questa importante iniziativa per evitare il declino del nuovo ospedale di Pantalla, auspicando invece un potenziamento dei servizi utili alla cittadinanza, in un’ottica di sviluppo e progresso del territorio umbro.
I consiglieri di maggioranza di Collazzone

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