Una società sartoriale, rivenditrice per alcune importanti case di moda italiane, è rimasta coinvolta in un giro di evasione fiscale posto in essere grazie allo sfruttamento di due società cinesi con sede a Fabro.
Le Fiamme Gialle hanno accertato che a sovraintendere all’evasione era la società sartoriale italiana, la quale aveva il controllo di fatto sulle 2 ditte cinesi, costrette ad uno scambio, in parte vero ed in parte fasullo, di documenti e fatture.
La Guardia di Finanza di Orvieto ha contestato operazioni inesistenti per circa 500 mila euro e ricavi in nero pari a quasi 600 mila euro, un’IRES evasa per altri 300 mila ed IVA dovuta per oltre 200 mila euro.
L’attività ispettiva ha permesso di accertare l’impiego di 10 lavoratori irregolari e 2 lavoratori in nero, che si aggiungono ai 77 lavoratori irregolari e 8 in nero già contestati, nel mese di dicembre scorso, come dipendenti delle ditte cinesi.
- Redazione
- 24 Gennaio 2014








