Al nuovo Governo, presumibilmente a Guida Renzi, un lettore di iltamtam. it ha voluto dare un suggerimento che potrebbe sembrare l’uovo di colombo per stimolare l’occupazione attraverso una riduzione del costo del lavoro e la riduzione del così detto cuneo fiscale: più soldi in busta paga.
Cose che tutti dicono di voler attuare, ma che per il nostro lettore sarebbero a costo zero se si considera la situazione attuale, nella quale gli incassi per Iva da parte del fisco si sono ridotti, sia pure ad un livello compatibile con la situazione generale dello Stato.
E’ chiaro che una ripresa dell’economia, come i timidi segnali sembrano confermare, ingenererà un maggior versamento di Iva.
Tali somme, anziché avere altre destinazioni che fino ad ora di tali somme hanno potuto fare a meno, dovrebbero essere destinate a finanziare gli oneri contributivi ( previdenziali) dei soggetti economici e dei lavoratori in misura proporzionale ed in modo automatico senza rischiare dirottamenti durante un più lungo percorso.
In definitiva a Renzi si propone di emanare un decreto urgente per cui: “dal 1 marzo 2014 i maggiori importi, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, dovuti dai soggetti economici a titolo di Iva non sono versati a tale titolo ma in riduzione degli oneri contributivi previdenziali dovuti dai soggetti stessi e dai loro dipendenti.
L’attribuzione delle somme di cui sopra tra il soggetto economico ed i suoi dipendenti avviene nella medesima proporzione prevista per i corrispondenti oneri ordinari.
Non concorrono all’attribuzione di cui sopra i dipendenti la cui retribuzione lorda ecceda i 150mila euro annui nonché, per la parte di sua competenza, il soggetto economico che tale retribuzione, sotto qualsiasi forma, corrisponda. Le somme non attribuite per effetto del capoverso precedente sono da versare a titolo di Iva.”
La proposta appare meritevole di considerazione perché sembrerebbe in grado di indurre, oltretutto, un “contrasto di interesse”, prima di tutto tra imprese e dipendenti che avrebbero di più in busta paga, in tema di omessa fatturazione, ma soprattutto perché potrebbe costituire quel volano che si cerca per far ripartire l’economia tutta.











