Tesi diametralmente opposte, sull'utilizzo dei treni della ex Ferrovia Centrale Umbra, tra il Consigliere Brutti e l'Assessore Rometti
Pinturicchio_FCU

Un dialogo tra sordi e “verità” completamente diverse sulla ex Ferrovia Centrale Umbra sono emerse oggi in Consiglio regionale dell’Umbria e la vicenda pare non destinata ad esaurirsi nelle aule del consiglio regionale, perché chi ha sollevato il problema s’è dichiarato totalmente insoddisfatto delle risposte fornite dall’assessore regionale competente ed ha infine auspicato che, in assenza di un intervento della Giunta, possa essere un altro potere dello Stato a mettere sotto osservazione le condizioni della rete e dei mezzi ex Fcu. Sembra proprio che da un’aula si voglia passare ad altre

 Il consigliere regionale Paolo Brutti (Idv) ha illustrato oggi in Aula, durante la sessione di question time, la sua interrogazione a risposta immediata sulla ex ferrovia regionale Fcu, incentrata sull’inutilizzo dei treni “Pintoricchio”,  dei sistemi per la bigliettazione e per la gestione della linea, sul raddoppio di binari che non sarebbero stati agganciati alla linea principale.

Brutti ha spiegato che “dei quattro treni ‘Pintoricchio’ acquistati per 18 milioni di euro, per farli circolare sulla rete Fcu, uno solo è in funzione sulla tratta Ponte S.Giovanni–Ellera
.
Uno è tenuto fermo per eventuale sostituzione durante il servizio, due sono fermi e abbandonati, uno in attesa di ricambi e l’altro a causa di ‘cannibalizzazione’ dei pezzi di ricambio”.
Inoltre i treni in questione sono progettati per raggiungere una velocità massima di160 chilometri orari, ben al di sopra dei limiti strutturali dei binari regionali (90 chilometri orari).
Funzionerebbero ad energia elettrica ma la rete Fcu è stata elettrificata solo per una parte e ora non sarebbe comunque in grado di fornire la tensione sufficiente al funzionamento di convogli che per il loro peso non potrebbero superare la pendenza della tratta Ponte S.Giovanni– Perugia (peraltro non elettrificata).
Inoltre lungo il percorso giacerebbe oltre 1 chilometro di binari, raddoppiati ma senza essere collegati alla rete: “ulteriori 6 milioni di euro spesi senza risultati”.
Ci sarebbero poi “il mancato utilizzo di un sistema di gestione automatica delle sottostazioni elettriche (costato 500 mila euro), le macchinette obliteratrici per la “comunità tariffaria” abbandonate in un deposito e un sistema degli appalti che vedrebbe gran parte delle gare vinte dalla stessa società campana.

L’assessore regionale ai trasporti, Silvano Rometti, ha risposto spiegando che “tre treni Pintoricchio sono funzionanti (mentre uno è stato utilizzato per alcuni pezzi di ricambio) e vengono utilizzati sulla tratta Perugia-Ponte San Giovanni Foligno ed anche sulla tratta Ponte San Giovanni- Perugia – Terontola.
Il livello di efficienza di questi treni è adeguato per le caratteristiche della nostra linea, viaggiano a una velocità massima di 160 chilometri l’ora: quelli diesel vanno a 150 km/h quindi possono essere utilizzati in modo promiscuo sulla rete nazionale.
Abbiamo atteso troppo gli interventi di adeguamento della stazione di Ponte San Giovanni e che la tratta Ponte San Giovanni – Sant’Anna si realizzasse: ora  l’adeguamento della stazione è in corso e i lavori della tratta verranno affidati a brevissimo, perché ci sono soldi che aspettavano lì da tanto tempo di essere utilizzati. S
pero che nel nuovo Piano regionale trasporti l’ex Ferrovia centrale umbra possa avere quel rilancio che da tanto tempo attende”.

Il consigliere Brutti ha, ribadito che i treni Pintoricchio non sono utilizzati, che la loro velocità massima (sulle linee regionali) è di soli 90 chilometri orari e che tutti i treni ex Fcu usano carburante diesel e non sono connessi alla rete elettrica.

Forse i due duellanti hanno parlato di cose diverse; infatti anche se è vero che Bernardino di Betto Betti è noto sia come Pinturicchio che come Pintoricchio, il treno dovrebbe avere un nome univoco .

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