Si è tenuto presso la direzione aziendale l’incontro previsto dalla procedura di cui all’art. 47 della Legge 428/90, relativa alla cessione del ramo di azienda “Esercizio” da Umbria Tpl e Mobilità Spa a Umbria Mobilità Esercizio Srl, propedeutica alla vendita delle quote di maggioranza di quest’ultima a Busitalia Srl.

L’incontro di oggi, l’ennesimo dopo una serie di incontri nell’ambito dei quali le Organizzazioni Sindacali avevano ampiamente rappresentato alle due aziende (cedente e cessionaria) i contenuti che avrebbe dovuto avere un accordo in merito, ha invece segnato un grave strappo a seguito della dichiarazione fatta al tavolo dall’ Ing. Viola, in qualità di Amministratore Unico della new-co, circa la sua indisponibilità a sottoscrivere un accordo che contenga le clausole di salvaguardia sottoscritte a suo tempo dalle Organizzazioni Sindacali con il Presidente di Umbria Tpl e Mobilità Spa e le istituzioni proprietarie della medesima.

In particolare, l’Ing. Viola, ha contestato la immodificabilità, a suo giudizio, degli accordi sottoscritti nel tempo in merito all’organizzazione aziendale, lasciando intravedere la volontà della nuova azienda di incidere sulla stessa.

A tale proposito si ritiene opportuno fare presente che, al momento, l’Ing. Viola è “dipendente” di Umbria Tpl e Mobilità Spa, dalla quale percepisce anche un lauto stipendio, e rispetto alla quale “dovrebbe” avere ancora degli obblighi; infatti, se costui disconosce gli accordi sottoscritti dal Presidente della società per cui lavora dovrebbe trarre le opportune determinazioni, cioè dimettersi.

Inoltre, si ricorda che, almeno per ora, anche Umbria Mobilità Esercizio Srl è di proprietà al 100% della Società madre (pubblica) e, pertanto, anche nella veste di Amministratore Unico della medesima “dovrebbe” comunque rispondere alle indicazioni della “proprietà pubblica”.

Infine, si ritiene che sia di una gravità inaudita l’assenza al tavolo del presidente di Umbria Tpl e Mobilità Spa Dr. Caporizzi, e quella delle istiuzioni pubbliche proprietarie della medesima società, i quali erano stati ampiamente coinvolti nella vicenda ed apertamente invitati a partecipare all’incontro.

Quando questi soggetti hanno sottoscritto le clausole oggetto della controversia erano convintamente e pienamente consapevoli dell’importanza degli impegni assunti e, allo stesso modo, lascia perplessi la loro totale indifferenza, palesata proprio ora che ci troviamo nel momento di esigere la onorabilità di detti accordi.

Inoltre, si ritiene che così facendo le istituzioni vengano meno anche rispetto agli impegni assunti anche con tutta la comunità regionale che, di fatto, rischia di vedere compromesso il suo diritto alla mobilità.

Quindi, è opportuno che tutti gli attori della vicenda si assumano le loro responsabilità di fronte ai dipendenti dell’azienda i quali, si ricorda, sono stati più volte rassicurati circa le garanzie che sarebbero state loro offerte, e, pertanto, se non sono più in grado di confermare gli impegni “assunti” è opportuno che ne traggano le conseguenti conclusioni, cioè rimettere il loro mandato.

Per quanto sopra, le Segreterie Regionali dell’Umbria di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Fna e Orsa, si vedono costrette ad interrompere le relazioni sindacali e a proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale, dichiarandosi determinate, qualora non dovessero sopraggiungere fatti nuovi, ad attuare tutte le opportune forme di mobilitazione.

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