Il Club della palomba ha presentato a Cecanibbi di Todi il libro “S.O.S. Caccia tradizionale al colombaccio. Forma di caccia a rischio di morte dopo oltre 5 secoli di immutata ed affascinante esistenza. Nuove regole subito o estinzione assicurata per una delle più antiche e storiche forme di caccia” scritto da Olivero Bocchini.
All’incontro sono intervenuti, oltre all’autore, il sindaco di Todi Carlo Rossini, il consigliere regionale Massimo Buconi, Gianni Zaganelli del Consiglio Internazionale della Caccia ed il presidente del Club della palomba Aldo Tracchegiani.
“La profonda e crescente convinzione che una delle più antiche forme di caccia, quella tradizionale al colombaccio, ha imboccato la via dell’estinzione, mentre va considerata un tipo di caccia che la saggezza umana è riuscita a salvaguardare nei suoi principi fondamentali per oltre cinque secoli, ma che la cosiddetta civiltà moderna in meno di 50 anni sta portando alla sua fine: o facciamo qualcosa subito o questa caccia sparirà per sempre”. Con questa affermazione Oliviero Bocchini (nella foto), aprendo la presentazione del suo libro, ha inteso concentrarne l’intero contenuto.
Documenti storici e bibliografici, dati e statistiche degli ultimi cinquecento anni per dimostrare che con il cambiare degli usi, delle armi e più in generale della tecnologia, sono stati via via adeguati i regolamenti sulla caccia della palomba (colombaccio). Negli ultimi 50 anni, invece, venuto a mancare un razionale adeguamento normativo si è registrata la rottura di quell’equilibrio tra il cacciatore ed il selvatico che – secondo Bocchini – è la causa che sta portando alla morte questa storica forma tradizionale di caccia.
Il contenuto del libro, secondo l’autore, con le sue analisi e proposte anche provocatorie, ha l’ambizione di stimolare e far riflettere il lettore, dal cacciatore ai vari esponenti del mondo venatorio, dal pubblico amministratore fino al semplice cittadino non cacciatore, sul significato e sui valori della caccia.
La manifestazione si è conclusa con un gesto significativo: l’omaggio del libro a Marcello e Edo Beati ed a Roberto Cardinali, discendenti di famiglie con antenati per tre generazioni di quei bravi cacciatori di palombe che hanno dato la notorietà a Cecanibbi come sede della “università delle palombe”.








