L’Umbria e le malattie rare possono a buona ragione vantare di aver contribuito all’Oscar per il miglior film straniero 2014“ Giovanna Vignola “Dadina”, l’umbra interprete del film di Paolo Sorrentino “La Grande Bellezza”, è intervenuta come ospite d’onore al dibattito che a Roma, nella sede dell’Università “eCampus” di Via del Tritone, è seguito alla proiezione del film cui è toccato quest’anno, com’è noto, il premio Oscar per la miglior pellicola non in lingua inglese.
Riferendosi come ai “suoi bambini” ai ragazzi affetti da “Acondroplasia”, seguiti dall’Associazione “Insieme per crescere” di Perugia, di cui fa parte, Giovanna Vignola ha affermato che aver focalizzato l’attenzione, indirettamente e con un grande film, su questa patologia e i suoi problemi, è un altro grande merito di Paolo Sorrentino, una prova della sua intelligenza e sensibilità.
“Di solito il cinema mette in scena questa patologia secondo lo stereotipo del ‘nano ballerino’ – ha detto Giovanna Vignola –, come cioè un caratterista teso più che altro a suscitare ilarità. Sorrentino ha ribaltato il modello, facendo di Dadina il direttore di un giornale importante, e lasciando transitare con la sua arte un messaggio completamente diverso. Il messaggio è passato, in un’opera che ha vinto l’Oscar.
È per diffondere questo messaggio – ha sottolineato “Dadina”, che ha raccontato come la scelta sia alla fine caduta su di lei, al termine di una selezione condotta dalla sua Associazione – che ho accettato di fare il film (e non è stato facile – ha aggiunto – perché un conto è essere impegnati nel volontariato, un conto è recitare).
Credo di averlo fatto in modo dignitoso.
Nel set de ‘La Grande Bellezza’ – ha detto Giovanna Vignola -, Sorrentino è riuscito a farmi sentire completamente a mio agio, mi ha lasciato parlare ed esprimere, è stato come stare in famiglia, fra bellissime persone, un’esperienza unica e irripetibile. Ma ora – ha concluso -, voglio solo ritornare a fare la mia vita di sempre, con mio marito e nella mia associazione”.
“ Il successo di Giovanna – è stato aggiunto dai rappresentanti della regione Umbria intervenuti– è la prova che non esistono limiti che non si possano ogni volta spostare più in là con il lavoro, l’impegno e la condivisione. Giovanna fa parte di un’associazione che ha scelto il motto ‘Uniti per crescere’ per illustrare il suo programma: è una parola d’ordine che è valida per ciascuno di noi”.
Ho portato all’Oscar i miei ‘bambini’, dando loro un esempio di come si possa vivere normalmente anche nella disabilità, a patto di avere carattere, impegnarsi e studiare: io l’ho fatto soprattutto per loro, nella consapevolezza che in Italia ci sono tante ‘Giovanne Vignola’”, questo il messaggio di “Dadina”.








