Il Consiglio comunale di Todi ha discusso ieri l’istituzione della Consulta Comunale per le pari opportunità e le politiche di genere.
La previsione statutaria di questa consulta risponde alla necessità, evidenziata dal Sindaco Rossini nel discorso di insediamento, di dare rappresentanza in consiglio comunale al genere femminile, non rappresentato nell’attuale consiglio comunale.
La questione della garanzia della rappresentanza di genere nei luoghi in cui si prendono le decisioni che riguardano tutti è questione che riguarda il livello di democrazia e di rappresentatività delle istituzioni locali e nazionali.
L’amministrazione comunale intende in questo modo dare voce alle donne di Todi, attraverso uno strumento, la Consulta, che permetterà loro di esprimere pareri, fare proposte, promuovere iniziative su tutte le questioni di politica locale attivando un punto di vista di genere e garantendo il rispetto del principio di pari opportunità
La composizione e il funzionamento della consulta saranno previste da un apposito regolamento, che sarà oggetto di un’ampia partecipazione fra coloro che vorranno contribuire a costruirlo e sarà attivata nelle prossime settimane coinvolgendo la società civile tuderte in tutte le sue componenti.
Oggetto del lavoro della consulta saranno le politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per favorire, anche a livello locale, la riduzione del gap di genere in ambito lavorativo e aumentare la presenza di donne nel mondo del lavoro; politiche fiscali e sociali a sostegno della famiglia per aumentare in quantità e qualità i servizi sociali e sanitari per donne, bambini e anziani; politiche per migliorare le relazioni tra uomini e donne attivando progetti che prevengano discriminazione e violenza di genere.
Nello Statuto del Comune di Todi sono state introdotte anche altre modifiche che, recependo la normativa nazionale, rendono effettivo il rispetto del principio di parità prevedendo che in tutti gli organismi collegiali non elettivi sia garantita la presenza di entrambi i sessi e il rispetto della norma antidiscriminatoria per cui ciascun genere non può essere rappresentato in misura inferiore al quaranta per cento.
Come prevedibile il dibattito, nonostante l’invito dell’Assessore Massetti a una valutazione nel merito da parte di tutti i consiglieri, libera da pregiudiziali di parte, ha visto interventi della minoranza intrisi di qualunquismo e superficialità che hanno demarcato in maniera evidente la distanza siderale tra politiche di destra e di sinistra.
Purtroppo il voto favorevole di tutta la maggioranza presente non ha raggiunto i due terzi dei componenti necessari per l’approvazione delle modifiche statutarie e la proposta dovrà tornare in consiglio almeno un’altra volta, se non due, quando sarà sufficiente la maggioranza assoluta.
A questo riguardo vogliamo sottolineare il comportamento incoerente del consigliere Giorgi che, nonostante la proposta fosse stata anche un suo cavallo di battaglia in campagna elettorale, si è guardato bene dal partecipare al Consiglio e al voto, rendendo necessarie ulteriori sedute, con inutile dispendio di risorse di tempo ed economiche a carico della collettività.








